I camalli peruviani tornano al lavoro

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CILE – Santiago del Cile 01/02/2014.  Circa 1.500 lavoratori portuali cileni sono tornati al lavoro il 29 gennaio, dopo uno sciopero che per oltre tre settimane ha bloccato i porti del paese.

I membri del sindacato Ftp del porto occupato di San Antonio avevano fermato il lavoro dopo che l’operatore del porto, la Puerto Central, aveva rifiutato di aderire all’accordo mediato dal governo cileno. I leader del Ftp successivamente hanno firmato un accordo con il direttore della Puerto Central, Rodrigo Olea, facendo rientrare gli operai ed evitando una seconda battuta d’arresto dei lavori. «Abbiamo firmato un accordo con i leader sindacali (…), che restituisce la normalità completa al porto da questo momento in avanti», ha detto ai giornalisti Olea. I lavoratori hanno ripreso, però, il loro sciopero il 27 gennaio, dicendo che la direzione aveva rinnegato l’impegno di reintegrare tutti i lavoratori in sciopero e di stabilire un tavolo permanente di trattativa per risolvere future controversie. L’ azienda si è impegnata a creare un gruppo di lavoro prima della fine di febbraio, con l’obiettivo di «discutere e proporre miglioramenti e modalità di funzionamento con i dipendenti, sia a tempo pieno che temporanei» purché gli scioperanti riprendessero il loro lavoro. Le società di export hanno stimato le perdite dello sciopero nazionale di gennaio a circa 1 miliardo di dollari.

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