Perché al-Maliki fa dichiarazioni negative sulla Turchia?

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Per la seconda volta in un mese il Primo Ministro iracheno Nuri al-Maliki ha fatto dichiarazioni riguardo la Turchia. Anche se è noto che per un po’ Maliki e i suoi stretti collaboratori hanno avuto pareri negativi sulla Turchia, si era visto che avevano evitato esplicitamente di menzionare le proprie posizioni di fronte all’opinione pubblica. Tuttavia negli ultimi tempi il Primo Ministro iracheno ha teso le relazioni, insinuando che la Turchia avrebbe interferito negli affari interni dell’Iraq, prima durante la sua visita negli Stati Uniti a metà dicembre 2011, e poi pochi giorni fa.

In questo articolo si cerca di rispondere a due domande principali, ossia perché Maliki rilascia questo tipo di dichiarazioni, e ciò che è sullo sfondo delle relazioni della Turchia con il governo iracheno.
Il governo al-Maliki, che si prevedeva non funzionasse sin dall’inizio, basato com’era su una cooperazione estremamente fittizia, e si temeva potesse portare a una grave crisi politica prima del ritiro degli Stati Uniti, ha problemi in sé, sia in termini di partiti e che in termini di struttura di governo. Nuri al-Maliki, che aveva pianificato di diventare molto potente in parlamento dopo aver visto i risultati delle elezioni del Consiglio Provinciale del 2009, si è ritrovato in un governo, e di fronte a degli equilibri di potenza, inaspettati. Si potrebbe quindi rintracciare proprio in questa le dichiarazioni di al-Maliki contro la Turchia.        

Vi sono alcune persone nella cerchia interna di al-Maliki che si oppongono al ruolo della Turchia in Iraq. La ragione di questa reazione si basa principalmente su una visione storica di alcuni ambienti sciiti in Iraq, secondo la quale la rivalità storica tra Ottomani e Safavidi si ripresenterebbe ciclicamente anche tra Iran e Turchia, accusata di favorire come sempre i sunniti. Questa percezione è dovuta al fatto che la politica irachena è definita su linee settarie.     

Ma la percezione storica da sola non è sufficientemente esplicativa. Al-Maliki pensa che i paesi vicini, e in particolare la Turchia e l’Arabia Saudita, siano responsabili dei risultati delle ultime elezioni in Iraq e accusa la Turchia di aver giocato un ruolo fondamentale nella formazione della lista Al-‘Iraqiya, da lui considerata il principale rivale. Questa posizione lo ha portato a sviluppare un atteggiamento ostile nei confronti di Ankara. Nell’ultima crisi poi, scatenata dalla richiesta di arresto di Tariq al-Hashimi, questo atteggiamento di Maliki si è ulteriormente aggravato.
Le relazioni della Turchia con gli altri leader dei gruppi sciiti in Iraq sono ottime, e negli ultimi anni sono migliorate anche con il Movimento Sadr. Questa situazione dimostra che le relazioni della Turchia non sono problematici con gli sciiti iracheni, ma con al-Maliki e il suo partito Dawa.

Tuttavia è certo che, come si è acutizzata la polarizzazione tra sunniti e sciiti in Iraq, si potrebbero presentare reazioni simili verso la Turchia  tra altri gruppi sciiti. Le tensioni seguite all’annuncio del ritiro degli Stati Uniti dimostrano che l’Iran si sforza di diminuire l’influenza di altri paesi in Iraq. Tuttavia, vista la gravità della situazione attuale in Iraq è necessario sensibilizzare tutti i paesi della regione ad essere più attenti, prevenendo l’esplosione di un nuovo conflitto interno. Pertanto, tutti i paesi dovrebbero fare un appello per impedire l’atmosfera politica in Iraq porti a una guerra civile. Soprattutto in questi giorni, quando la rivalità tra gli Stati Uniti, l’Iran e i paesi arabi si sta concentrando sulla Siria, il Libano e il Golfo Persico; spettacolo dichiarazione Maliki che l’Iraq è parte di questa equazione pure. Pertanto, sembra più vera di spiegare Maliki contro la Turchia dichiarazioni.

Abstract dell’articolo “Why Maliki Makes Negative Statements On Turkey?”, di Serhat Erkem, ORSAM (Ortadoğu Stratejik Araştırmaları Merkezi, http://www.orsam.org.tr/en/showArticle.aspx?ID=1542)

 

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