Per i Pasdaran “libere elezioni” equivalgono a una nuova sedizione

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IRAN – Teheran. Tempo pre-elettorale anche in Iran. Il comandante Yadollah Javani, iraniano, è uno dei membri più importanti dei Guardiani della Rivoluzione e uno stretto alleato del leader supremo Ayatollah Ali Khamenei. Javani ha scritto l’editoriale dell’house oiìrgan della Guardia, Sobh-e Sadegh, dal titolo: «Lo slogani “libere elezioni” è il nome in codice per una nuova sedizione nel Paese?».

L’articolo fa riferimento agli appelli fatti da un certo numero di politici riformisti, da moderati come l’ex presidente Ayatollah Ali Akbar Hashemi Rafsanjani e anche dal presidente in carica Mahmoud Ahmadinejad, in cui hanno invitato la gente a vigilare per garantire che ci siano “libere elezioni” per la presidenza della Repubblica islamica nella prossima estate.

L’idea che le elezioni potrebbero non essere “libere” è stata rapidamente confutata dal leader supremo Ayatollah Ali Khamenei, e da altri esponenti politici conservatori, e ritenuta un tentativo di instillare dubbi tra la popolazione.

L’editoriale di Javani è interessante per comprendere il clima in cui si stanno preparando le future elezioni.

Ne riportiamo alcuni passi.

«Nel 2009 ha avuto luogo la cospirazione più grande e più complessa contro la Rivoluzione islamica e il regime religioso in Iran. In questa complicata cospirazione, a fianco dell’arroganza mondiale sotto la leadership americana ha avuto parte attiva il e movimento anti-rivoluzionario, incarnato da personaggi con un passato rivoluzionario e già con posizioni di responsabilità nel regime islamico. Questo complotto è diventato vera e propria sedizione. Gli approcci del movimento “riformista” per ottenere il potere esecutivo nelle elezioni del 2009, li ha portati ad usare ogni mezzo fino all’adozione di una politica machiavellica e diabolica dei riformisti, che si sono schierati con i nemici stranieri e anti-rivoluzionari (…) Ora che siamo alla vigilia delle elezioni presidenziali, è possibile, nel corso di questa tornata elettorale (prima, durante e dopo le elezioni), una nuova cospirazione? (…)

Se nelle elezioni del 2009 i riformisti con la formazione del” Comitato per la protezione dei voti “, e in ultima analisi, con il falso slogan di” frode e manipolazione dei voti, ha portato una grande sedizione,è possibile che, oggi, lo slogan di “libere elezioni” (…) sia l’inizio di un’altra sedizione durante le elezioni del 2013?».

Javani poi cita esplicitamente i commenti degli Ayatollah Hashemi Rafsanjani che precedettero le elezioni presidenziali del 2009 in cui quest’ultimo mise in guardia contro la manipolazione dei votie attaccò frontalmente Rafsanjani, accusandolo di preparare il terreno per la “grande menzogna” e la denuncia di brogli elettorali. Uno degli slogan principali intonati dai sostenitori di Mousavi e Karroubi era “Dov’è il mio voto?”

Così continua: «La ripetizione dello stesso tipo di opinioni sulle elezioni e la creazione del senso di sospetto è stato l’inizio di grandi menzogne , seguite da scontri nelle strade che hanno danneggiato la sicurezza del paese e la credibilità del regime islamico (…) Ora nello spazio dei restanti 5 mesi prima delle elezioni, una simile campagna è stata avviata dagli stessi gruppi che hanno lanciato lo slogan “elezioni libere”!»

Javani passa poi in rassegna i commenti di diversi esponenti di spicco della Repubblica islamica che hanno espresso i loro timori; tra questi l’ex presidente Mohammad Khatami, l’ex ministro degli Interni Abdolvahab Mousavi Lari, il capo dell’Associazione dei clerici combattenti, Ali Akbar Mousavi Khoeiniha, il presidente Mahmoud Ahmadinejad e persino il figlio del deposto Scià, Reza Pahlavi.