Per il candidato repubblicano Mitt Romney Mosca è il “nemico N°1”

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Il candidato repubblicano alla poltrona presidenziale dell’ancora più potente Paese del mondo, Mitt Romney, ha fatto un passo falso in piena campagna elettorale: una dichiarazione che non è piaciuta né a Mosca né a Washington. L’ex governatore del Massachusssets, commentando i colloqui tra il presidente russo Dmitrij Medvedev e il suo omologo Barack Obama al vertice sulla sicurezza nucleare di Seoul, lunedì sera, intervistato dalla CNN, avrebbe detto che la Russia e non l’Iran o la Corea del Nord, è oggi «il nemico geopolitico numero uno» degli Stati Uniti.    

Luoghi comuni che ricordano il cinema di Hollywood o comunque una certa fase delle relazioni Usa-Russia. Questo il parere del capo del Cremlino, che da Seoul ha voluto dare anche un paio di consigli agli aspiranti inquilini di Pennsylvania Avenue: «Ascoltare la ragione quando si formulano le proprie posizioni. La ragione non ha mai fatto danno a un candidato presidenziale”. E poi l’accorgimento di “controllare di tanto in tanto gli orologi: è il 2012, non la metà degli anni ’70». 

A etichettare le esternazioni di Romney come non politically correct c’è anche la Casa Bianca. Per il portavoce Jay Carney si è trattato di un errore fare simili dichiarazioni a proposito della Russa, «un Paese con il quale siamo riusciti a cooperare su problemi molto importanti, malgrado le nostre posizioni divergenti rispetto ad altre questioni, in particolare la difesa antimissile e la Siria». Per Carney non ci sono dubbi sul fatto che la “principale minaccia” degli Stati Uniti provenga da al-Qaida.