Pechino e Ottawa si spartiscono i soldi trafugati dalla Cina

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di Antonio Albanese CANADA – Ottawa 25/09/2016. La Cina e il Canada hanno firmato un accordo sulla restituzione dei beni sottratti dai sospetti di corruzione fuggiti in nel paese

nordamericano. Si tratta del primo accordo del genere per Pechino, riporta il South Morning China Post.

In base all’accordo, i due paesi divideranno i beni sequestrati se la loro origine non potrà essere confermata. Il trattato sulla condivisione e la restituzione dei beni confiscati è stato firmato durante la visita del premier Li Keqiang in Canada. Più di un quarto dei 100 sospettati di sottrazione di fondi e ricercati dalla Cina, si pensa vivano in Canada, ma i due paesi non hanno un trattato formale di estradizione.

L’accordo prevede che le attività, i beni, dovrebbero essere restituiti ai legittimi proprietari se la proprietà fosse confermato; se l’origine dei proventi criminali non potrà essere identificata, entrambi i paesi condivideranno i eni sequestrati, in percentuali legate al contributo di ciascun paese dato alle indagini.

L’agenzia anti-corruzione cinese ha detto all’inizio di questo mese che un terzo dei latitanti più ricercati per corruzione era tornato a casa: negli ultimi due anni, 1915 sospetti in più di 70 paesi sono stati rimpatriati, con 7,47 miliardi di yuan recuperati.