Francesco – Kirill: segretezza necessaria

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BRASILE – San Paolo 22/02/2016. Il Patriarca di Mosca e di Russia, Kirill, ha chiarito la segretezza che ha accompagnato la preparazione del suo incontro con Papa Francesco.

Secondo quanto riporta Interfax, «Non ero scoraggiato perché nessuno sapeva; di questo incontro erano a conoscenza cinque persone di cui non farò il nome. Si è fatto così perché preparare un tale incontro in maniera trasparente non era possibile: troppo avversari», ha detto il patriarca ai giornalisti russi. Secondo Kirill: «Ci sono forze potenti cui non mi piaceva, quindi è stato necessario operare nel silenzio come abbiamo fatto».Ha detto che lui e il pontefice ha firmato la dichiarazione, frutto di un lavoro collettivo «che abbiamo finito di scrivere un paio d’ore prima della riunione, e la prova di questo è il fatto che il testo pubblicato non è perfetto perché è un lavoro creativo delle due Chiese» ha aggiunto il Patriarca. La cosa più importante per lui in questo incontro sta nel fatto che in esso «nulla era artificiale, deliberato, non vi erano posizioni, progettate per fare una buona impressione sugli altri (…) È stata una conversazione sincera tra due persone molto interessate su quello che sta accadendo nel mondo nella famiglia cristiana, e nelle relazioni tra cristiani e musulmani» ha detto il capo della Chiesa ortodossa russa. Il Patriarca ha sottolineato anche la “grande tensione” tra Est e Ovest, tra la Russia e la Nato. Secondo lui, questa preoccupazione «ha portato ad una conversazione seria (…) Abbiamo un alto livello di consenso sulla valutazione di ciò che sta accadendo nella famiglia umana, nel mondo della politica. C’è una comprensione generale di quella che dovrebbe essere la posizione del cristiano di fronte a queste sfide formidabili» ha sottolineato. Egli ha anche affermato che durante l’incontro non è stato discusso alcun problema teologico. L’incontro tra il Patriarca di Mosca e il Papa di Roma del 12 febbraio 2016 è stato il primo nella storia dopo il Grande Scisma del 1054. La divisione causata da questo evento, non è stata superata fino ad oggi, nonostante il ritiro nel 1965 degli anatemi reciproci fatto da Papa Paolo VI e dal Patriarca Atenagora.