Sulle parole del Papa

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ITALIA – Roma. 19/08/14. La testata al-mustaqbal.net. oggi ha pubblicato un commento in merito alle parole pronunciate da Papa Francesco, ieri, in risposta alle domande dei giornalisti in aereo mentre rientrava dalla Corea del Sud.

La testata esordisce: «Il Re dei crociati, Francesco Papa a Roma, dice che sostiene l’azione militare per fermare le forze del Califfato islamico che hanno conquistato la zona nei cristiani nel nord dell’Iraq, una dichiarazione rara che contraddice gli orientamenti del Vaticano sull’uso della forza».
Fa riflettere l’incipit dell’articolo dove il papa viene definito “Re dei crociati”. Una frase che mette in luce quanto le sensibilità religiose nel mondo intendano e interpretino le parole dei capi spirituali a seconda di come vivono “loro stessi” la religione. Per alcuni gruppi che si definiscono religiosi islamici – tra questi ISIS – la religione, lo stato, la politica sono la stessa cosa. E hanno dunque letto nelle parole del Papa una chiamata diretta alla crociata.
«Papa Francesco», scrive ancora la testata indonesiana, «ha invitato la comunità internazionale a concordare con le Nazioni Unite una strategia, prima dell’inizio della campagna militare». E ancora si legge: «Egli ha anche chiamato per la guerra a tutto campo, esercitando tutta la sua forza solo per “fermare” il Califfato islamico, dopo che le forze del Califfato islamico hanno conquistato con successo le zone in cui vivevano i cristiani e altre minoranze e li hanno obbligati a scegliere una delle tre opzioni: 1. convertirsi all’islam, 2. fuggire, 3. la guerra». Più avanti nell’articolo si legge: «James Bretzke, sacerdote e professore di teologia morale al Boston College, spiega che nella storia, il Papa ha tessuto sempre le fila dei vari interventi militari, tra cui la Prima guerra mondiale, la Seconda guerra mondiale, la guerra del Vietnam e, più recentemente, l’invasione dell’Iraq nel 2003. “Questa è la dichiarazione più importante sull’uso della forza da parte di un Papa … negli ultimi 100 anni” ha detto il teologo».
Secondo la testata musulmana «i suoi commenti sono stati sorprendenti e sono palesemente diversi da quelli fatti dal precedente Papa che ha scelto di esprimere il sostegno di nascosto. Quando l’America stava progettando l’invasione dell’Iraq nel 2003, Giovanni Paolo II, è noto che, a Washington, ha parlato della guerra come “ultima opzione”». Secondo l’autore del pezzo quello di Francesco I sarebbe «un “mandato formale” all’America per fare la guerra contro i musulmani. George W. Bush, al momento dell’invasione della terra dei musulmani, con veemenza ha dichiarato che la guerra era una crociata, la guerra tra cristianesimo e islam». E infine le parole del Papa appaiono ai musulmani asiatici come una e vera propria chiamata alla guerra santa: «In Palestina il Papa ha chiesto che i musulmani facciano la pace con Israele. Ora, che sono state invertite le posizioni, cioè, quando i musulmani hanno conquistato la terra dei cristiani in Iraq, il Papa non è stato timido mostrando la sua vera natura: chiama la guerra santa».
Un’altra testata nota nel mondo musulmano ma editata anche in russo, Russia Today, ha interpretato diversamente le parole del Pontefice: «Papa Francesco ha riconosciuto la possibilità di un intervento militare in Iraq, dove gli islamisti hanno terrorizzato i cristiani e le altre minoranze. Egli ha sottolineato che qualsiasi azione deve seguire un consenso da parte di più paesi». La testata ha poi riportato le parole di Francesco I mentre rientrava dal viaggio a Seul: «In questi casi, in cui vi è un’aggressione ingiusta, posso solo dire che è giusto fermare l’ingiusto aggressore. Sottolineo il ‘fermare’. Non sto dicendo ‘bombardare’ o ‘fare la guerra,’ solo ‘fermare’. E i mezzi che possono essere utilizzati per fermare l’ingiusto aggressore devono essere valutati». Ma il leader cattolico ci ha tenuto a sottolineare che lui è distante dalle posizioni tenute nella crisi in Iraq, dove è stato proclamato un Califfato dalla linea dura della milizia sunnita ISIS, come pretesto per fare una “guerra di conquista.” Il Pontefice poi ha fatto un esplicito richiamo alle Nazioni Unite come il luogo idoneo per discutere la strategia migliore per affrontare ISIS.
«Papa Francesco» si legge sempre su RT «ha anche rivelato che lui e i suoi consiglieri stanno considerando se andare a nord dell’Iraq per mostrare solidarietà ai cristiani perseguitati. La decisione non è stata ancora presa».
Fino ad ora 100.000 cristiani iracheni sono fuggiti dalle persecuzioni di ISIS nel nord e nell’ovest del Paese, a fianco di curdi e di altri gruppi religiosi ed etnici presi di mira da ISIS, il cui dominio attualmente si estende dalla Siria al cuore dell’Iraq.