PAKISTAN. Nuovo crollo della rupia. Islamabad non vuole aiuto dal FMI

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La rupia pakistana è scesa da 115,63 all’inizio della scorsa settimana al suo valore più basso mai registrato di 121,39 contro il dollaro lo scorso 14 giugno, prima dello stop legato alla festa di Eid. Si tratta del terzo tonfo della moneta pakistana negli ultimi sei mesi. Nel dicembre del 2017, per la prima volta nella sua storia, la rupia è scesa sotto la soglia dei 110 dollari, mentre l’allora ministro delle Finanze Ishaq Dar veniva sommerso dagli scandali di corruzione.

Asia Times riporta che l’ex primo ministro del Pakistan voleva il mantenimento del valore artificiale della rupia intorno a 100; ciò ha fatto sì che la rupia fluttuasse intorno alla quota 100 per la maggior parte dei cinque anni di mandato di Dar come ministro delle Finanze. La rupia ha quindi superato la soglia dei 115 a marzo 2018, dopo che la Banca centrale del Pakistan aveva tagliato il proprio sostegno, avvicinando la valuta al suo valore effettivo. Si sperava che l’iniziativa avrebbe contribuito ad aumentare le esportazioni e ad affrontare il problema del disavanzo delle partite correnti del Pakistan, pari a 10 miliardi di dollari.

Tuttavia, senza impatto sulle esportazioni, la Banca è stata spinta a far fronte all’incessante pressione sulle riserve di valuta estera del paese: «L’aggiustamento basato sul mercato riflette la posizione della bilancia dei pagamenti con l’estero del paese, che è sotto pressione a causa di un ampio disavanzo commerciale», si legge in un comunicato della banca centrale. L’ex ministro delle Finanze Salman Shah crede anche che il periodo di fermo legato a Eid può effettivamente fornire un po’ di tregua alla valuta locale. 

La maggior parte di queste previsioni cita il pesante conto delle importazioni che il Pakistan deve pagare. Il governo ha confermato che le importazioni dalla Cina, parte del corridoio economico con il Pakistan, costituiscono la maggior parte del disegno di legge sulle importazioni. 

Mentre un altro salvataggio sembra essere l’unica via d’uscita per l’economia, l’attuale governo ha escluso colloqui con il Fondo monetario internazionale per un programma di salvataggio. Ufficiosamente il ministero delle Finanze ha rivelato inoltre che il Pakistan è “in grave ritardo” per quanto riguarda i suoi obblighi di debito internazionale a causa della crisi della bilancia dei pagamenti. 

Graziella Giangiulio