PAKISTAN. Nelle liste elettorali presenti molti jihadisti

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I gruppi terroristici sono pienamente preparati a partecipare alle elezioni pakistane di luglio in modo indipendente o nelle liste di partiti politici religiosi poco conosciuti.

La commissione elettorale del Pakistan, Ecp, sembra impotente e incapace di fermare l’integrazione politica di questi elementi estremisti che potrebbero avere il sostegno di elementi dello Stato pakistano. Tra questi, i più importanti sono la Lega musulmana Milli, Mml, ramificazione di Jamat-ud-Dawa, JuD, che è guidata dal leader di Lashkar-e-Taiba Hafiz Saeed, designato come terrorista dagli Stati Uniti. Altro gruppo è il Tehreek-e-Labbaik Pakistan, che porta l’eredità di Mumtaz Qadri, una guardia di sicurezza dell’ex governatore del Punjab Salman Taseer, ucciso nel 2011 da Qadri per aver chiesto modifiche alla legge sulla blasfemia. Qadri, che è stato impiccato nel 2016, è diventato un simbolo di unità per gli integralisti, riporta Asia Tomes

Nuovo gruppo è Ahl-e-Sunnat-Wal-Jamaat, Aswj, facciata politica del Pakistan Sipah-e-Sahaba, gruppo radicale responsabile del genocidio della minoranza musulmana sciita del paese. Sia Ssp, che Aswj sono sulla lista dei gruppi legati al terrorismo; Aswj intendeva partecipare alle elezioni attraverso il partito pakistano Rah-i-Haq.

Un altro gruppo bandito, Tehreek-i-Jafria Pakistan, Tjp, organizzazione religiosa musulmana sciita si è registrata all’Ecp come Islami Tehreek Pakistan, e parteciperà alle provinciali e alle nazionali.

La maggior parte delle 139 entità del Pakistan, dichiarate dalle Nazioni Unite terroristi, starebbero facendo affari come al solito, con nomi diversi e identità diversificate.

Il processo di islamizzazione e radicalizzazione delle istituzioni pakistane è stato avvisato negli anni Ottanta dal governo monocratico di Zia-ul-Haq. I principali partiti politici sono preoccupati per il crescente coinvolgimento degli estremisti nella politica nazionale. Nel corso di un incontro con la commissione elettorale il mese scorso, molti hanno chiesto che i gruppi terroristici riconosciuti non entrassero nell’arena politica. La Costituzione impone inoltre restrizioni alle attività delle entità militanti che si rivolgono alla politica. 

Lucia Giannini