PAKISTAN. Manovre navali sino-pakistane, e l’India si preoccupa

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Le marine militari di Cina e Pakistan hanno iniziato la loro sesta esercitazione navale bilaterale, intitolata Sea Guardians-2020, nel Mar Arabico settentrionale per rafforzare la cooperazione in materia di sicurezza tra i due Paesi. Secondo quanto riportato dai media cinesi, le esercitazioni navali hanno lo scopo di esplorare nuovi metodi per condurre esercitazioni navali congiunte Cina-Pakistan, rafforzando nel contempo le capacità di affrontare congiuntamente questioni come il terrorismo marittimo e la criminalità.

L’edizione 2020 è importante perché si sta svolgendo sulla costa occidentale dell’India, un’area critica per la sicurezza dal punto di vista di Nuova Delhi. Chiaramente, l’esercitazione sarà molto importante per la Cina perché aumenta la familiarità e la comprensione della Marina Militare del Pla delle condizioni operative in questa parte del Mar Arabico. Inoltre, ottenere un maggiore accesso al Mar Arabico attraverso il Pakistan è probabilmente anche un incentivo interessante per la Cina. Se funziona, può essere una rotta alternativa per la Cina in caso di blocco navale se venisse chiuso lo stretto di Malacca; va inoltre ricordato che il Cpec, finanziato dal progetto Belt and Road, fornisce direttamente accesso al porto pakistano di Gwadar alle merci cinesi.

Inoltre, l’India sarà anche preoccupata perché la costa del Mar Arabico indiano ospita diversi importanti porti indiani tra cui Kandla, Okha, Mumbai, Nhava Sheva (Navi Mumbai), Mormugão, New Mangalore e Kochi. Per la Cina, il Mar Arabico è importante anche nel contesto del suo impianto aereo e navale, Jiwani, vicino al porto di Gwadar e al porto iraniano di Chahabar, sviluppato congiuntamente da India e Iran, riporta The Diplomat.

Il Global Times sostiene che «serializzare le esercitazioni e farne una routine migliorerà ulteriormente l’amicizia e la cooperazione tra Cina e Pakistan (…) l’addestramento sottomarino aumenterà le capacità di combattimento delle due marine e mostrerà un alto livello di fiducia reciproca strategica».  

L’esercitazione iniziata il 6 gennaio nelle acque antistanti Karachi proseguirà per nove giorni fino al 14 gennaio. La Cina continua a ribadire che le esercitazioni navali non hanno nulla a che vedere con la situazione in Medio Oriente e che non sono rivolte contro altri paesi. Il Pla ha dichiarato che l’esercitazione congiunta comporterà due sessioni: «addestramento congiunto a Karachi ed esercitazioni a fuoco vivo nelle zone settentrionali del Mar Arabico – e comprenderà workshop, simulazione tattica, pattugliamento congiunto, difesa aerea e missilistica, ispezione delle forze dell’ordine e operazioni antisommergibili». Per l’esercitazione, la Marina cinese ha dispiegato cinque grandi navi, tra cui cacciatorpediniere lanciamissili Yinchuan, la fregata lanciamissili Yuncheng, la nave rifornimento Weishanhu e la nave di soccorso sottomarino Liugongdao, mentre il Pakistan è rappresentato da due fregate Zulfiquar classe F22P/F21, due mezzi d’attacco veloce, un aereo di pattuglia anti-sottomarino ad ala fissa, due elicotteri navali e più di 60 soldati per operazioni speciali.

Le due marine si impegneranno in una serie di esercitazioni di addestramento, tra cui pattugliamento congiunto, difesa aerea, anti-sottomarino congiunto, fuoco vivo marittimo e addestramento marino congiunto, riporta il nuovo sito web della marina cinese navy.81.cn.

Luigi Medici