PAKISTAN. L’industria teme la presenza cinese

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Il settore manifatturiero pakistano è sempre più preoccupato per gli investimenti cinesi e per lo scarso interesse degli investitori americani ed europei nei confronti del paese. Con gli investimenti cinesi, la crescita economica del Pakistan ha toccato la soglia del 5%, la più alta degli ultimi dieci anni. Oltre agli investimenti, l’influenza di Pechino in Pakistan è aumentata anche in un momento in cui il paese non è in buoni rapporti con gli Stati Uniti.

Gli imprenditori locali sono anche preoccupati di cercare di competere con i giganti cinesi. Con i massicci finanziamenti erogati nel settore dell’energia e dei trasporti attraverso il corridoio economico Cina-Pakistan, Cpec, la Cina sta ora guardando al commercio elettronico e al settore bancario attraverso Alibaba, Bank of China e Industrial Commercial Bank of China.

Gli investitori locali hanno difficoltà ad inserirsi nei settori economici in essere del Pakistan, in assenza di linee guida volte a salvare gli interessi degli imprenditori locali. Un comitato, formato dal ministero del Commercio e del ministero delle Tecnologie dell’Informazione, sta deliberando il “quadro dell’e-commerce” che fornirà le linee guida per gli investimenti legati alle tecnologie It in Pakistan, riporta Asia Times. Il quadro per l’e-commerce è stato quasi finalizzato e standardizzerà il funzionamento delle imprese di e-commerce, tra cui Alibaba, attirando, inoltre, altre imprese di commercio elettronico per investire nel settore informatico pakistano.

I timori di dumping sono forti e il settore manifatturiero non gradisce la linea governativa sugli investimenti cinesi, temendo che l’ingresso cinese nel mercato pakistano colpisca duramente l’economia. Per l’accordo con Alibaba, secondo i pakistani, si sarebbero fatte pressioni sulle riserve di valuta estera del Pakistan a causa del forte flusso in uscita e della monopolizzazione dell’industria del commercio elettronico. I timori sono giustificati: gli attori locali non hanno i mezzi per competere con le enormi risorse di Alibaba e alla fine temono di scomparire, perché non saranno in grado di eguagliare a basso prezzo i prodotti fabbricati in Cina.

Maddalena Ingrao