PAKISTAN. Islamabad nel caos politico e non solo

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Il ministro della Giustizia pakistano si è dimesso, dopo che il governo ha posto fine alle tre settimane di protesta dei sostenitori del partito islamico Tehreek-i-Labaik Yah Rasool Allah Pakistan, Tlyrap, che aveva bloccato Islamabad.

Il governo di Shahid Khaqan Abbasi e i leader del Tylrap hanno firmato un accordo il 27 novembre, riportano Dawn e Bloomberg.

Il governo ha accettato le dimissioni del ministro Zahid Hamid che aveva messo a punto una modifica al giuramento che devono prestare i parlamentari, secondo cui Maometto è l’ultimo profeta dell’Islam; la modifica serviva per accontentare la minoranza musulmana Ahmadiyya, che crede in un ulteriore profeta dopo Maometto. In pochi giorni, il governo ha ritirato l’emendamento, temendo un contraccolpo da parte dei gruppi religiosi, ma che non ha soddisfatto i manifestanti. Come parte dell’accordo, il governo ha anche accettato di agire contro i responsabili delle modifiche.

I sostenitori del Tlyrap hanno bloccato un’autostrada  per tre settimane, di fatto tagliando Islamabad fuori dal paese. Scontri violenti tra le forze governative e i manifestanti hanno fatto otto morti durante il fine settimana, mentre il capo dell’esercito Qamar Javed Bajwa ha sconsigliato di schierare l’esercito, riporta Dawn. L’amministrazione del premier Abbasi ha ordinato ai paramilitari ranger di sgomberare i manifestanti. Da qui gli scontri di domenica e l’accordo di lunedì 27 novembre.

C’è un vuoto di leadership nel governo, ora che Nawaz Sharif e suo fratello Shehbaz Sharif, primo ministro della provincia del Punjab, sono impegnati nella difesa dalle accuse scaturite dai Panama Papers e nella protezione dei propri.

Si registra una mancanza di ottimizzazione politica in quanto il primo ministro sta anche tenendo l’interim di ministro delle Finanze e il ministro degli Interni Ahsan Iqbal ha un’ulteriore carica di ministro per la Pianificazione. Saldo resta solo l’esercito pakistano, che ha svolto un ruolo chiave nella storia della nazione, compiendo quattro colpi di stato dall’indipendenza dalla Gran Bretagna nel 1947.

Lucia Giannini