PAKISTAN. Islamabad fa da broker per la pace tra USA e talebani

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Il Primo Ministro pakistano Imran Khan ha detto che gli Stati Uniti si incontreranno presto con i Talebani afghani, e che Islamabad farà da mediatore su richiesta di Washington. L’annuncio di Khan è venuto più di una settimana dopo che l’inviato speciale degli Stati Uniti per la riconciliazione dell’Afghanistan Zalmay Khalilzad ha visitato Islamabad, incontrandosi con il primo Ministro pakistano ed il capo di Stato Maggiore, generale Qamar Javed Bajwa, per cercare il loro aiuto nell’ospitare e mediare i colloqui di pace afghani, riporta Voice of America.

Il primo Ministro Khan ha detto, in un meeting a Peshawar, che Washington ha cambiato atteggiamento chiedendo aiuto a Islamabad invece di dire che non sta facendo abbastanza. L’ambasciatore Khalilzad sta effettuando un ampio giro nei paesi della regione: ha già visitato, Islamabad, Kabul, la Russia, il Turkmenistan, l’Uzbekistan e Bruxelles nel suo tentativo di costruire il sostegno per un processo di pace in Afghanistan. L’inviato speciale Usa prevede inoltre di recarsi negli Emirati Arabi Uniti e in Qatar, che ospitano rappresentanza dei talebani.

Khan ha ribadito che la pace in Afghanistan è fondamentale per la sicurezza e la stabilità economica del Pakistan, mentre Khalilzad ha tenuto due serie di discussioni con i talebani dall’assunzione dell’incarico a settembre, senza grandi progressi perché i talebani chiedono una data o un calendario preciso  del ritiro delle truppe straniere dall’Afghanistan prima che i Talebani decidano di partecipare a un processo di pace intrafghano. 

I funzionari degli Stati Uniti hanno a lungo tollerato la presenza dei leader talebani in Pakistan con il supporto segreto dell’agenzia di intelligence del paese, l’Isi; Washington ora sta sollecitando Islamabad ad usare la sua influenza per portare gli insorti al tavolo delle trattative.

I funzionari pakistani dicono che la loro influenza sui talebani è diminuita significativamente nel corso degli anni perché gli insorti hanno preso il controllo su grandi aree dell’Afghanistan e continuano a combattere seriamente le forze di sicurezza afgane, appoggiate dagli Stati Uniti.

Luigi Medici