PAKISTAN. Islamabad entra nella lista grigia della lotta al finanziamento terroristico

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Il Pakistan è stato inserito nella “lista grigia” della Task Force Azione Finanziaria, Fatf, per la probabile mancata interruzione del finanziamento al terrorismo.

Il ministero degli Esteri pakistano ha verificato la decisione del Gafi, aggiungendo che l’inclusione del Pakistan nell’elenco non era inattesa.

Se il governo garantirà l’attuazione del piano d’azione condiviso con il Gafi, Islamabad sarà rimossa dalla lista. La conferma del Pakistan è arrivata dopo che la delegazione di Islamabad ha presentato ai 37 paesi membri del Gafi una strategia globale di 26 punti per la lotta al finanziamento del terrorismo, riporta VoA.

All’inizio di quest’anno, Stati Uniti, Francia, Gran Bretagna e Germania hanno presentato al Gafi una mozione in cui si sostiene che il Pakistan non ha rispettato le linee guida internazionali per la riduzione del finanziamento del terrorismo e del riciclaggio di denaro sporco.

In febbraio, a Parigi, i paesi membri del Gafi hanno deciso di inserire il Pakistan nella lista grigia per aumentare la pressione sul paese dell’Asia meridionale affinché adotti misure adeguate contro il finanziamento del terrorismo sul suo territorio. Anche se la decisione non ha sorpreso molti all’interno del governo, il Pakistan teme ancora che essa possa influenzare negativamente l’economia del paese e ostacolare gli investimenti diretti esteri.

Secondo gli analisti pakistani, la decisione del GAFI è la prova che il paese deve elaborare una strategia concreta e completa per evitare di essere aggiunto alla lista nera del GAFI. La Securities and Exchange Commission of Pakistan, Secp, cioè l’autorità finanziaria nazionale del Paese, la scorsa settimana ha adottato un quadro per la conformità alle raccomandazioni del Gafi per la lotta al riciclaggio di denaro e al finanziamento del terrorismo, in un documento intitolato Anti-Money Laundering and Countering Financing of Terrorism Regulations 2018.

Secondo la Secp, la nuova legge contribuirà a identificare i criminali e i militanti che si nascondono dietro ogni castello societario o di altra naturaß.

A febbraio, il presidente pakistano Mamnoon Hussain ha approvato gli emendamenti alla legge antiterrorismo del paese che consentivano al governo di inserire automaticamente nella lista nera i gruppi inseriti nella lista di controllo del terrorismo delle Nazioni Unite.

La legge autorizzava il governo a bloccare le operazioni dei gruppi terroristici designati dall’Onu e dagli Usa, Giamaat-ud-Dawa (JuD) e Falah-e-Insaniat Foundation (Fif). Il finanziamento del terrorismo rimane ancora una sfida in Pakistan, dove gruppi militanti ed estremisti hanno apertamente generato ingenti somme di denaro sotto le spoglie di attività religiose e di assistenza ai poveri.

Lucia Giannini