PAKISTAN. Il FATF vuole limitare il potere dell’ISI 

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La Financial Action Task Force, Fatf, ha chiesto al Pakistan di promuovere la “cooperazione tra agenzie” per porre fine al dominio del principale organismo di sorveglianza dell’intelligence del paese nella gestione delle organizzazioni terroristiche. Mentre le nuove richieste cercano di scoraggiare le reti terroristiche definite dagli analisti di sicurezza pro-establishment come “risorse strategiche” dal riemergere con una nuova identità e caratteristiche, si cerca anche di minimizzare il ruolo dominante dell’Inter-Services Intelligence, Isi, riporta Asia Times.

La richiesta di cooperazione tra agenzie è finalizzata al decentramento delle responsabilità e alla de-monopolizzazione delle operazioni antiterrorismo contro le strutture proscritte. Questo, riporta Aisha Times, «aumenterà la cooperazione e la collaborazione tra le agenzie che combattono il terrorismo e coordinerà i loro sforzi per scendere duramente sulle forze nemiche della pace regionale.

Tuttavia, l’idea che le nuove richieste Fatf implichino il ridimensionamento dell’autorità dell’Isi non è così pacifica. Il termine “cooperazione tra agenzie” è stato preso in prestito dalla National Counter Terrorism Authority (Nacta) Act del 2013. Questa legge pakistana definisce le regole per la cooperazione tra agenzie come il «ricevere, raccogliere e diffondere informazioni e il coordinamento tra tutte le parti interessate per formulare valutazioni delle minacce».

Il Fatf si occupa solo di attività legate al finanziamento del terrorismo e avrebbe messo l’accento su un termine coniato dal Nacta per dare una spinta alle operazioni antiterrorismo nel paese.

Le sue richieste sono 18, che devono essere soddisfatte entro maggio 2019 per poter ottenere una revisione degli obblighi in materia di anti-riciclaggio di denaro sporco e di lotta contro il finanziamento del terrorismo. Oltre alle sinergie tra le autorità, è anche stato chiesto al Pakistan di rivedere la sua valutazione dei rischi sul finanziamento del terrorismo e di apportare miglioramenti alle dogane della Federal Board of Revenue in relazione al monitoraggio per contenere il contrabbando di valuta.

Il Pakistan, finora, non ha soddisfatto la maggior parte delle condizioni previste dal Gafi per accelerare il rispetto delle norme antiriciclaggio e contro il finanziamento del terrorismo.

Luigi Medici