PAKISTAN. Il caos afgano può attirare nuovamente Mosca

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Un generale pakistano, non identificato, ha messo in guardia i nuovi vertici militari Usa di Donald Trump, John Nicholson e James Mattis, che dovranno affrontare un “disastro totale” in Afghanistan a meno che gli Stati Uniti e Regno Unito non riescano ad arrestare l’avanzata di Daesh e dei talebani.

In un’intervista rilasciata al britannico Telegraph e ripresa dal pakistano The Express Tribune, una fonte dell’esercito pakistano ha detto che il crollo nella sicurezza in Afghanistan, dalla uscita di scena parziale delle forze occidentali dal paese significa che l’Occidente sta per «perdere il controllo» dell’area.

Se Daesh e i talebani continuassero a prendere forza, ha aggiunto, si potrebbe pensare che la Russia metta in scena un intervento stile siriano, questa volta con il pretesto di proteggere il suo “cortile di casa” in Asia centrale.

Il generale Nicholson ha detto a febbraio che le forze afgane e i talebani erano in stallo: «Una situazione di stallo è ancora una vittoria per i talebanI (…) Abbiamo detto al generale Mattis che l’Afghanistan sta diventando fuori controllo, e che se le cose non si mettono bene, l’America avrà un enorme crisi per le mani: «Daesh si sta sviluppando anche lì, e se lasciasse la Siria e l’Iraq, il prossimo luogo dove attecchire è l’Afghanistan».

Il Pakistan ha criticato il governo di Kabul per non aver fatto abbastanza per sigillare il suo confine con l’Afghanistan, da dove secondo Islamabad partono i militanti; tuttavia, Islamabad ammette che Kabul è limitata dalle capacità dell’esercito nazionale afgano: «Ci sono 350mila soldati nell’esercito afgano, ma solo circa 20mila sono in grado di effettuare missioni di combattimento (…) Hanno anche circa 1000 generali, la maggior parte dei quali sono nominati a causa delle loro affiliazioni tribali, piuttosto che in base al merito. Il problema è che non si può insegnare il galoppo ad un asino».

La fonte militare ha aggiunto che la Russia teme che l’Occidente lo stia utilizzando anche come «per destabilizzare il suo cortile di casa», e potrebbe usare questa scusa per estendere le operazioni militari in Afghanistan.

Il mese scorso, la Russia ha tenuto una conferenza regionale sull’Afghanistan, segnalando quali potrebbero essere le fasi di una eventuale strategia di apertura.

Il vertice, a cui gli Stati Uniti non sono stati invitati, ha discusso del dialogo con i talebani, che Mosca ha già avviato; il Cremlino dice che i talebani possono essere utilizzati per la combattere Daesh mentre Washington ritiene che questi contatti servano ad aiutare Mosca a entrare nuovamente in Afghanistan.

Antonio Albanese