PAKISTAN. Erdogan: “Il rischio della Blacklist FATF non esiste. Noi ci opponiamo”

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Il Presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha dichiarato il 14 febbraio scorso che il suo paese si opporrà all’inserimento del Pakistan nella lista nera della Financial Action Task Force per le sue carenze nella lotta al finanziamento del terrorismo. Il Gafi deciderà la prossima settimana se includere il Pakistan nella lista nera per non aver fatto abbastanza per controllare il finanziamento dei gruppi terroristici nel suo territorio.

Se ci saranno tre voti a suo favore, il Paese asiatico sfuggirà alle misure punitive, riporta Efe. Erdogan ha detto in un discorso al parlamento pakistano a Islamabad: «Sosterremo il Pakistan alle riunioni della Financial Action Task Force, dove il Pakistan è soggetto a pressioni politiche».

Ha anche descritto il Pakistan come la sua “seconda casa”.

Se il Paese, che è in una lista grigia dal febbraio 2018, viene inserito nella lista nera, la sua economia, il suo sistema bancario e l’accesso ai mercati internazionali potrebbero essere messi in difficoltà. Erdogan ha offerto il suo sostegno anche nella disputa pakistana con l’India sul Kashmir.

Ha criticato Nuova Delhi, senza farne il nome, per aver privato la regione del suo status di regione autonoma l’anno scorso e per le severe misure imposte nella zona, come il taglio delle comunicazioni. Il presidente turco ha incontrato il primo Ministro pakistano Imran Khan, da lui più volte definito il suo “caro fratello”, ed entrambi i leader hanno sottolineato l'”amore” tra i loro due Paesi.

Le delegazioni turca e pakistana hanno firmato 13 accordi di collaborazione, in settori che vanno dal turismo, ai servizi postali, alle infrastrutture e al commercio. Erdogan ha detto che hanno accettato di aumentare il commercio a 5 miliardi di dollari entro il 2023, dagli attuali 800 milioni di dollari.

Khan ha detto: «Noi faciliteremo gli investimenti della comunità imprenditoriale pakistana e turca». Nessuno dei leader ha fatto riferimento a un accordo di libero scambio che i due Paesi hanno accettato di firmare nel 2016.

Maddalena Ingrao