PAKISTAN. Droni sino-pakistani contro S400 russo-indiani

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La Cina ha accettato di vendere un lotto di droni militari al Pakistan, pochi giorni dopo che l’India ha firmato un accordo multimiliardario con la Russia per l’acquisto di armi, non tenendo contro degli avvertimenti degli Stati Uniti contro gli acquisti di materiale militare da Mosca.

Secondo quanto riporta Press Tv, le forze aeree pakistane hanno annunciato che Islamabad e Pechino produrranno insieme 48 Wing Loong II Ucav – veicoli aerei da combattimento senza equipaggio – prodotti dalla China’s Chengdu Aircraft Industry Group.

Il Wing Loong-II è l’ultimo drone cinese di fascia alta con capacità di attacco e con una capacità di carico utile di oltre 400 chilogrammi, secondo l’agenzia di stampa ufficiale cinese Xinhua. Questo velivolo sarebbe in grado di essere equipaggiato con missili aria-suolo e bombe a guida laser TG-100. The Global Times ha confermato la notizia, descrivendolo come il più grande acquisto di armi del suo genere che la Cina abbia mai fatto.

I droni armati cinesi, che miglioreranno la sorveglianza e le capacità di attacco del Pakistan, sono molto più economici di quelli che gli Stati Uniti forniscono a Islamabad, riporta il tabloid cinese. L’annuncio dell’acquisto, che non ha chiarito i dettagli del costo, i tempi di consegna o il luogo e la data dell’accordo, ha fatto notizia in India con alcuni esperti militari che si riferiscono a loro come «buoni obiettivi per il nostro sistema missilistico di difesa aerea».

La notizia dell’accordo sugli armamenti tra Pakistan e Cina arriva subito dopo che l’India ha firmato un accordo da 5,4 miliardi di dollari per l’acquisto di cinque sistemi di difesa aerea S-400 di fabbricazione russa. L’S-400 è in grado di intercettare e distruggere bersagli aerei a una distanza fino a 400 chilometri e contemporaneamente impegnare fino a sei bersagli. La Russia consegnerà la prima batteria entro la fine del 2020.

Luigi Medici