PAKISTAN. Cresce la frequenza degli attentati prima delle elezioni

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Una settimana di attentati contro le manifestazioni politiche ha distrutto la relativa pace della campagna elettorale in Pakistan. Da ultimo un devastante attentato suicida ha ucciso oltre 130 persone in un raduno nella provincia del Baluchistan sudoccidentale. Più la campagna si intensifica, più si sono verificati attacchi in diverse aree del paese; questa connessione ha alimentato la paura che maggiore violenza possa colpire il paese musulmano.

L’elezione del 25 luglio vede partecipare decine di partiti, con due contendenti principali: l’ex eroe di cricket Imran Khan del Pakistan Tehree-i-Insaf e la Pakistan Muslim League-Nawaz, che ha promesso di vincere un secondo mandato nonostante l’incarcerazione, per il fondatore, l’ex Primo Ministro Nawaz Sharif, condannato per corruzione, riporta Reuters.

Lo Stato islamico ha rivendicato la responsabilità dell’attentato suicida del 13 luglio in occasione di un raduno del partito Baluchistan Awami, Bap. Tra i 130 uccisi c’era il candidato all’assemblea provinciale del partito Siraj Raisani. Un video clip mostra Raisani parlare poco prima dell’attacco, mentre saluta le persone sedute a terra sotto una grande tenda, prima che l’esplosione avvenisse e le immaginassi interrompessero.

Secondo le statistiche dell’Istituto pakistano per gli studi sulla pace, la campagna condotta dal Pakistan fino a questa settimana è stata relativamente pacifica, se comparata ai frequenti attacchi condotti da parte dei talebani pakistani durante le elezioni del 2013, che hanno provocato la morte di 170 persone.

Poi, all’improvviso, tre attentati in quattro giorni hanno ucciso almeno 152 persone. Il 10 luglio, un attentatore suicida, un talebano pakistano, si è fatto esplodere durante una manifestazione del partito nazionale Awami, nella città nordoccidentale di Peshawar, uccidendo 20 persone. Il 13 un’altra bomba ha colpito il convoglio del partito religioso Muttahida Majlis-e-Amal, nella città settentrionale di Bannu, uccidendo quattro persone. E poi l’attentato contro il Bap. 

Sebbene la violenza generale sia diminuita in Pakistan negli ultimi anni a seguito di un’offensiva dell’esercito sulle roccaforti militanti nel nord-ovest, sia i talebani pakistani che lo Stato islamico continuano a lanciare attacchi.  L’esercito pakistano dispiegherà circa 371.000 soldati il giorno delle elezioni, quasi il triplo nel 2013, per proteggere i seggi elettorali.

Lucia Giannini