PAESI BASSI. Wilders denuncia interferenze politiche nel suo processo 

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Il leader dell’olandese Pvv, Partij voor de Vrijheid, Geert Wilders chiede che sia aperta un’inchiesta parlamentare su possibili interferenze politiche nel suo processo per discriminazione e incitamento all’odio contro persone di origine marocchina. 

Stando a quanto riporta l’emittente Rtl Nieuws, il quotidiano Telegraaf e Morocco World News, nel 2014 ci sono stati contatti tra l’allora ministro della Giustizia Ivo Opstelten e il capo del pubblico ministero sul caso. Dicono anche che Opstelten fosse ansioso di vedere Wilders condannato per aver guidato un canto anti-marocchino in una riunione pre-elettorale. 

Tuttavia, l’attuale ministro della giustizia Ferd Grapperhaus si rifiuta di inviare al Parlamento i documenti che descrivono in dettaglio le riunioni, che erano state ufficialmente negate, dicendo che non vi è presente «nessuna (formale) indicazione» di interferenza da parte di Opstelten. 

I documenti, preparati come un briefing per il Ministro, rimarranno quindi segreti a causa delle informazioni riservate che contengono, ha detto il ministro ai parlamentari. 

Il caso “Meno marocchini” risale al 2014, quando Wilders durante un evento elettorale ha chiesto ai suoi sostenitori se volevano avere «più o meno» marocchini nel paese. Quando la folla ha urlato: «Meno, meno», Wilders ha risposto: «Ce ne occuperemo noi». 

Giudicato colpevole nel dicembre 2016, Wilders è stato ritenuto responsabile di aver incitato la folla alla discriminazione e la giuria di tre giudici ha dichiarato che i commenti di Wilders erano «umilianti e offensivi per la popolazione marocchina». Tuttavia, il tribunale ha deciso di non multare o condannare Wilders sulla base del fatto che una condanna penale è di per sé una punizione sufficiente. 

L’appello originale è iniziato nel maggio dello scorso anno, ma il team legale di Wilders ha chiesto con successo che i giudici venissero rimossi dopo aver denunciato una loro presunta parzialità. L’appello dovrebbe riprendere alla fine di questo mese e sia Opstelten che l’ex capo dell’accusa Herman Bolhaar potrebbero essere sulla lista dei testimoni.

Anna Lotti