PAESI BASSI. Ecco come ha vissuto l’Olanda la Pandemia

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I Paesi Bassi sono da settimane dipinti come l’alfiere dei paesi rigoristi dell’Unione Europea; antagonisti dell’Italia e dei paesi mediterranei, maggiormente colpiti dalla pandemia da Coronavirus. Ma come è stata vissuta, la prima fase della pandemia Covid-19 nei Paesi Bassi?

La popolazione è libera di circolare, nessuna imposizione, solo raccomandazioni formulate dalle competenti autorità. 

Oggi i Paesi Bassi sono una monarchia costituzionale dove l’esercizio del potere e la gestione dei servizi pubblici sono affidati ad una struttura amministrativa complessa composta dal Governo Centrale (retto da un primo Ministro a capo di una coalizione di più partiti)  affiancato da dodici province e più di 330 municipi. Nel Paese vivono più di 17 milioni di abitanti su un territorio circa 41.800 kmq; la speranza di vita è pari a 82 anni.  È questa la fotografia di un Paese nel complesso benestante e ben organizzato. 

Il 27 gennaio, dopo l’allerta dell’Oms, il ministro della Sanità richiama l’attenzione della popolazione sulla pandemia Covid-19 annunciando che i residenti devono dichiarare alle autorità ogni sintomo sospetto. Parte una campagna di informazione sui comportamenti precauzionali consigliati e sulla descrizione dei sintomi della malattia. Il sistema sanitario territoriale lavora, ordinariamente, in stretta sinergia con i medici ospedalieri e fornisce una buona assistenza a domicilio: questa, forse, la chiave di volta che non ha fatto collassare il sistema sanitario ospedaliero olandese. Il primo paziente Covid-19 è  individuato, il 27 febbraio,  nella moderna e industriale Tilburg: è un cittadino olandese di 56 anni risultato positivo al test al rientro dall’Italia. Dal 27 febbraio al 1 giugno 2020 i contagiati sono arrivati a 46.545 persone risultate positive, 11755 ricoverate e 5.962 morte. 

Le autorità si limitano a fornite raccomandazioni alla popolazione che le segue: si applica il distanziamento sociale e si evitano riunioni e assembramenti. I medici raccomandano di isolare, in casa, i familiari sospettati di essere affetti da Covid-19, mentre gli altri conviventi rimangono in quarantena per 14 giorni. I medici territoriali assistono i pazienti a domicilio a meno che non sia necessario il ricovero ospedaliero.  Alla fine di aprile l’associazione dei medici di famiglia avverte le autorità che i dati ufficiali (forniti dal Rivm-l’Istituto Nazionale per la Salute) sono distanti da quelli reali a causa della scarsità dei test somministrati. Recentemente si implementa la campagna di screening. 

Le scuole chiuse per pochi giorni procedono con un mix di lezioni online e lezioni in presenza. Le università privilegiano le lezioni online.  I datori di lavoro incrementano il telelavoro, già comunque adottato ordinariamente. Le attività commerciali, anche non essenziali, rimangono aperte e adottano  misure precauzionali. I bar e ristoranti da marzo inoltrato consegnano la merce a domicilio o tramite l’asporto; dal 1 giugno tornano i clienti nei locali dove i tavoli vengono distanziati. Il governo prevede per i datori di lavoro differenti sostegni: sovvenzioni, sussidi, forme di accesso privilegiato al credito. Le associazioni di categoria e professionali organizzano coaching gratuiti. Il governo lancia misure di sostegno la formazione dei dipendenti e dei lavoratori autonomi. 

Un italiano residente all’Aia conferma che la popolazione ha sempre potuto circolare liberamente adottando spontaneamente le misure precauzionali consigliate. Molti club sportivi cittadini forniscono i loro servizi all’aperto in spazi privati o pubblici mentre è prevista la riapertura in spazi chiusi entro il 1 luglio 2020. Sino ad ora il benessere della cittadinanza sia dal punto di vista economico che personale non ha subito forti traumi anche se alcuni settori sono stati duramente colpiti (la floricoltura ha perso esportazioni per più di 8 milioni di fatturato, altri settori come quello dell’organizzazione di eventi o congressi hanno subito una importante contrazione). 

Scopriremo un domani che i dati sul contagio Covid-19 sono fortemente falsati per la difficoltà di realizzare un puntuale screening? La solidità del sistema sanitario ha arginato, in parte, la crisi economica? A quale prezzo?

Redazione