Onu: rilevante interferenza straniera in Siria

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STATI UNITI D’AMERICA – Washington 21/02/2015. L’interferenza da parte di Stati stranieri che hanno fornito assistenza finanziaria e militare alle parti in conflitto in Siria ha fatto sì che, nel 2011, le proteste si trasformassero in guerra civile.

Secondo un rapporto pubblicato il 20 febbraio dalla commissione d’inchiesta Onu sulla Siria: «Molti attori esterni hanno contribuito al processo di militarizzazione che ha trasformato i disordini siriani in una brutale guerra civile», dice il rapporto.

Secondo il documento, attori stranieri sono stati presenti fin dall’inizio della rivolta e hanno fornito alle diverse parti in conflitto assistenza finanziaria e militare» alle parti in conflitto, anche se in modo diseguale, creando così le premesse per crescere. Lo studio ha anche detto che la partecipazione di militanti stranieri nel conflitto siriano aveva portato ad un aumento dell’estremismo e del terrorismo nel Paese e aveva «beneficiato i gruppi estremisti, come Isis e Jabhat Al-Nusra». «L’impegno crescente di questi attori ha portato ad una ricaduta della violenza nei loro paesi d’origine. L’intervento militare di Hezbollah e della milizia sciita irachena dalla parte del governo e il coinvolgimento di migliaia di militanti estremisti in sostegno dei ribelli hanno intensificato i rischi preesistenti di instabilità negli Stati vicini. I continui scontri armati nel nord del Libano e l’ascesa di Isis e la sua successiva offensiva in Iraq sono indicatori di una maggiore regionalizzazione della crisi (…) Questi combattenti hanno spinto il processo di radicalizzazione nelle aree occupate dai gruppi armati. Oltre al loro impegno militare, hanno anche svolto un ruolo di primo piano nei “sistemi” religioso, educativo e giudiziario creato e stabilito in queste aree. Il controllo di questi aspetti fondamentali della vita civile ha ulteriormente radicalizzato le comunità poste sotto la loro autorità».