Onu e Oman a Teheran sulla siria

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IRAN – Teheran 27/08/2013. Perché il sultano dell’Oman è andato a Teheran? Ci possono essere molte risposte a questa domanda, nonostante il fatto che la più semplice possa essere il rapporto di amicizia con Teheran e il fatto che il sultano del Golfo sia sempre stato un ponte tra l’Iran e l’occidente e i paesi arabi.

Nel 1999, Bill Clinton scrisse a Mohammad Khatami e la fece recapitare tramite gli omaniti in Iran. Tra la situazione di allora e quella odierna non mancano le similitudini: Clinton è un democratico come Barack Obama, Khatami un riformista, come Hassan Rouhani. Dopo vennero George W. Bush e Mahmoud Ahmadinejad  e le scintille tra i due attori geopolitici.

Il sultano Qaboos bin Said ha discusso diversi problemi con gli iraniani, è a trasmesso un messaggio al governo di Teheran: una diminuzione dell’arricchimento di uranio in cambio di alleggerimenti sulle sanzioni finanziarie. La proposta è stata presa in considerazione dagli iraniani, anche se restavano scettici sulla reale efficacia di un simile passo. La visita del sultano dell’Oman è capitata in concomitanza con la comparsa a Teheran del sottosegretario Onu Jeffrey Feltman (ex assistente Segretario di Stato Usa e ambasciatore in Libano) che ha incontrato i funzionari iraniani per discutere la situazione nella regione, soprattutto la guerra in Siria. Feltman, in Libano uno degli avversari più attivi di Teheran portava due messaggi sulla Siria. Il primo era sulla conferenza di pace Ginevra II e l’altro relativo a Ginevra II, ma con un taglio apparentemente americano. Feltman ha suggerito che l’Iran può giocare un ruolo importante nel porre fine alla crisi in Siria, dati i suoi forti legami con il presidente siriano Bashar Assad. Gli iraniani avrebbero posto sei punti per la pace in Siria. È stata la prima volta che gli iraniani hanno tenuto colloqui indiretti direttamente con gli americani: Feltman era Teheran come un funzionario delle Nazioni Unite e come funzionario statunitense. Particolari degli incontri li rivela al Monitor. Il Feltman delle Nazioni Unite ha sottolineato l’importanza della partecipazione iraniana a Ginevra II, ma gli iraniani attendevano di sapere cosa il Feltman degli Stati Uniti avrebbe detto. Durante la terza e ultima sessione degli incontri, ha parlato dell’uso di armi chimiche in Siria: gli iraniani hanno dichiarato che erano al 100% sicuri che non era stato il regime siriano e che non vi erano prove per dimostrare il contrario. Feltman ha detto che il successo di Ginevra II deve essere preceduto dal ripristino dell’equilibrio di potere nel paese, e che l’Iran dovrebbe capire l’importanza di questo passo per riportare la pace in Siria. «Gli iraniani hanno capito che Feltman gli stava chiedendo di mantenere la calma in caso di attacco contro la Siria», riporta la fonte di al Monitor.