Rembrandt torna a dipingere

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ITALIA – Roma, 10 Maggio 2016. Il rapporto tra l’arte e la tecnologia è stato nel corso dei secoli talvolta conflittuale, talvolta ha portato a risultati straordinari.

Se pensiamo ad esempio ai bozzetti di Leonardo da Vinci per creare le prime “macchine volanti”, ci troviamo di fronte ad uno straordinario connubio tra creatività e scienza, fra arte e tecnologia, appunto. Ed ecco che, da uno spunto di un’agenzia pubblicitaria, nasce il progetto “The Next Rembrandt“, che attraverso la scansione di migliaia di frammenti (in pixel) delle opere di Rembrandt, per coglierne lo stile e la tecnica, ha portato ad una digitalizzazione in 3D delle sue opere più famose. Non si tratta di una copia, né di un rifacimento, ma di una opera nuova, inconfondibile da quelle dipinte dal maestro olandese. È davvero qualcosa di nuovo, visto che questo progetto, oltre a recuperare l’inconfondibile tratto artistico di Rembrandt (fino ai segni del pennello), per determinare le dimensioni in 3D del soggetto, si è avvalso di uno studio demografico per stabilire le caratteristiche somatiche e artistiche del nuovo quadro: uomo maschio caucasico, di età compresa fra i 30 ed i 40 anni, con barba, ecc… Hanno partecipato al progetto anche importanti multinazionali dell’Information Technology, oltre ad una banca olandese. È chiaro che una tecnologia così d’avanguardia potrebbe produrre risultati straordinari. Si pensi ad esempio proprio ai succitati lavori di Leonardo. Una volta realizzata la proiezione in 3D, il passaggio alla stampa tridimensionale diventa praticamente immediato. Un modo per  “rivivere” le opere.