Nucleare sino-pachistano

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CINA – Pechino. Il 25 marzo, la Cina ha difeso apertamente la sua controversa cooperazione nucleare, civile, con il Pakistan, sostenendo che le sue esportazioni di reattori nucleari «non hanno violato alcuna norma» del Gruppo dei fornitori nucleari (Gfn), un organismo che regola il commercio mondiale nucleare.

Le aziende cinesi sono state segnalate per il loro coinvolgimento nella costruzione di almeno due nuovi reattori nella centrale nucleare di Chashma in Pakistan, dove la Cina ha già costruito due reattori.

Tra il 15 e 18 febbraio 2013, Cina e Pakistan hanno firmato un nuovo accordo per un reattore di 1.000 MW sempre a Chashma nel corso della visita della Commissione pachistana per l’energia atomica in Cina. 

Gli accordi firmati dal National Nuclear Corporation of China (Cnnc) nel 2009 per due nuovi reattori, Chashma-3 e Chashma-4, avevano scatenato polemiche poiché avvenuti dopo l’entrata della Cina nel Nsg. Il Nsg proibisce la vendita di tecnologia nucleare ai paesi che non hanno firmato il Trattato di non proliferazione nucleare. 

L’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea) ha approvato un accordo di salvaguardia per Chashma-3 e Chashma-4, nel marzo 2011.

Nel 2012, i funzionari Cnnc avevano annunciato, in una conferenza a Pechino, di aver trattato l’esportazione di altri 1.000 MW per il reattore in Pakistan, sia per Chashma che per il complesso nucleare Karachi Power Plant. Il fatto che comunque, Cina e Pakistan siano in trattative per altri affari, nonostante le preoccupazioni del Gfn, è considerato come un’indicazione di quanto Pechino sia pronta ad andare avanti con le esportazioni, a prescindere delle preoccupazioni del gruppo.