NORVEGIA. Carri armati di Oslo a difesa dell’Artico

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La Norvegia ha annunciato i suoi piani per inviare un battaglione corazzato di fanteria al suo confine artico con la Russia e acquistare più carri armati e artiglieria in risposta alle crescenti minacce, secondo quanto riporta Reuters.

Il ministro della Difesa scandinavo Ine Marie Eriksen Søreide non ha parlato esplicitamente della Russia, nel rivelare il piano militare del governo. Ha spiegato che al momento non esiste una minaccia militare specifica: «La situazione della sicurezza sta diventando sempre più imprevedibile», ha detto il ministro.

Il piano norvegese prevede di dispiegare un battaglione a Porsanger al confine con la Russia; si prevede inoltre di stanziare fondi per l’acquisto di carri armati, artiglierie e armi da fuoco a lungo raggio con tiro di precisione. «Dobbiamo essere in grado di difendere tutte le parti del nostro paese (…) questo è un chiaro segnale che abbiamo una responsabilità specifica nei confronti del Nord», ha detto il ministro.

Il governo norvegese è la minoranza in parlamento e ha bisogno del sostegno di altri partiti per approvare le proposte, anche se esiste un ampio consenso sul rafforzamento della difesa nella Norvegia settentrionale.

In giugno, la Russia ha annunciato che la decisione della Norvegia di estendere la presenza delle truppe americane nel paese nordico avrebbe peggiorato le relazioni e aggravato le tensioni sul fianco settentrionale della Nato.

Nell’area artica, la Russia è tornata in marcia alla grande. La spinta per consolidare la sua presenza nel Grande Nord rivaleggia con rivali tradizionali come Canada, Stati Uniti, Norvegia e nuovi arrivati come la Cina.

L’espansione artica ha con sé ramificazioni finanziarie e geopolitiche: l’Artico avrebbe più riserve di idrocarburi dell’Arabia Saudita e Mosca sta piantando lì sua bandiera.

Sotto la presidenza di Vladimir Putin, Mosca si è affrettata a riaprire le basi militari sovietiche, basi e postazioni radar abbandonate sulle isole artiche sono stati riattivati e ne sono stati costruiti di nuovi per poter richiedere nuove regione della zona artica.

L’Artico avrebbe riserve di petrolio e di gas pari a 412 miliardi di barili di petrolio, circa il 22 per cento del petrolio ancora da scoprire del mondo. I bassi prezzi del petrolio e le sanzioni occidentali hanno costretto Mosca a muoversi diversamente nel lungo periodo e la rinata assertività polare di Mosca ha accresciuto il nervosismo nei paesi nordici.

Graziella Giangiulio