I diritti umani nordcoreani e la lente ONU

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COREA DEL NORD – Pyongyang 23/06/2015. La Corea del Nord ha minacciato “reazioni pesanti” contro l’apertura di un ufficio Onu in Corea del Sud per monitorare le violazioni dei diritti umani nel Paese comunista.

In un comunicato, il ministero degli Esteri nordcoreano l’ha definita un'”agenzia fantasma”, volto a sostenere la politica ostile condotta dagli Stati Uniti nei confronti di Pyongyang. «È un orribile provocazione motivata politicamente che sfida la dignità e il sistema sociale della Rpdc e un atto criminale che fa crescere
le tensioni nella penisola coreana e nella regione e incita allo scontro con il pretesto di “proteggere i diritti umani”, si legge in una dichiarazione riportata dalla nordcoreana Korean Central News Agency.
Il ministero ha sostenuto che è evidente che l’ufficio Onu sarà «un centro per la raccolta di disinformazione cucinata dai disertori nordcoreani e da altri». Le Nazioni Unite hanno aperto i propri uffici di rappresentanza al centro di Seoul, alla presenza dell’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani Zeid Ra’ad Al Hussein, del ministro degli Esteri sudcoreano Yun Byung-se e di altre personalità. Si tratta di una decisione che segue la raccomandazione delle Nazioni Unite sulle violazioni dei diritti umani nella Corea del Nord e la conseguente adozione di una risoluzione da parte del Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite. Come misura di protestare, la Corea del Nord ha già annullato la sua decisione di partecipare al le Universiadi estive, che si terranno in Corea del Sud a luglio 2015.