Sotto la lente il NIS per l’Hacking Team

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COREA DEL SUD – Seul 14/07/2015. Il capo dell’agenzia di intelligence della Corea del Sud ha ribadito, il 14 luglio, che l’agenzia non ha spiato i cittadini.

L’operato del capo del National Intelligence Service (Nis), Lee Byung-ho, era stato messo in discussione nell’Assemblea nazionale dopo le rivelazioni, fatte il 13 luglio, relative all’acquisto di software dall’italiana Hacking Team. Lee ha ammesso che il programma era stato utilizzato per controllare «20 spie nordcoreane», secondo The Korea Herald. La minaccia rappresentata dagli hacker nordcoreani ha acquisito fama dopo una serie di presunti attacchi informatici alle istituzioni sudcoreane e alla Sony Pictures, oltre che per l’accusa mossa a Pyongyang di aver infettato migliaia di smartphone sudcoreani. Il principale partito d’opposizione di Seul, la New Politics Alliance for Democracy (Npad) hanno chiesto una ispezione nella sede del Nis in settimana; il Npad ha perso le elezioni del 2012 dopo lo scandalo sull’ingerenza del servizio segreto contro i candidati d’opposizione.
Il partito al governo, il Saenuri, ha difeso il ruolo del Nis, dato che il software Hacking Team è stato acquistato da decine di governi di tutto il mondo.