NIGERIA. I militanti denunciano: “Abuja ci prende in giro”

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Gli sforzi del governo nigeriano per assicurare la pace nei centri petroliferi del Delta del Niger sono promesse vuote”, questa è la denuncia dei leader delle comunità locali del Delta. L’allarme e il rischio è che si ritorni alla violenza che potrebbe nuovamente  sconvolgere la ripresa dell’economia del petrolio nigeriano.

Secondo quanto riporta Defence Web, nei mesi scorsi, le delegazioni governative  hanno tenuto colloqui con i leader della comunità nei distretti degli Stati produttori di petrolio nel sud-est della Nigeria. Le esportazioni petrolifere sono ora superiori a due milioni di barili al giorno (bpd), il più alto in 17 mesi, a confronto di poco più di un milione di bpd  nello scorso anno. Ciò è dovuto a un costante declino negli attacchi ai gasdotti, che ha rifornito di denaro il governo nigeriano.

Ma le comunità locali dicono che da quelle discussioni “municipali”, poco è stato fatto, il governo non ha seguito le questioni sollevate, sta bloccando le richieste chiave e non ha nominato un team negoziale a tempo pieno. Se la gente del Delta del Niger continua a sentire che Abuja ignora le proprie esigenze, i leader locali hanno minacciato nuovi attacchi agli impianti petroliferi. Il governo ha respinto le accuse, indicando un incremento nella spesa per il programma di amnistia per ex militanti e i progresso nel progetto di “pulizia” delle aree inquinate. Abuja ha detto che stanno per realizzarsi nuovi progetti, come l’apertura di un’università a ottobre e di raffinerie di piccole dimensioni di proprietà delle comunità nel quarto trimestre dell’anno.

Che il Delta abbia bisogno di aiuto non è in discussione; le comunità del Delta del Niger hanno anche delle richieste “terrene”: alcuni hanno bisogno di pulizie ambientali  per le fuoriuscite di petrolio che hanno devastato foreste e corsi d’acqua; altri vogliono strade e migliori alimentazioni; altri posti di lavoro e l’università regionale. La delusione è grande perché fino ad ora sembra che il governo risponda solo ad azioni violente, mentre l’attivismo e le proteste pacifiche hanno raggiunto poco.

Le comunità hanno chiesto anche la proprietà di blocchi petroliferi e che tutti gli stati della Nigeria diventino fiscalmente indipendenti, una mossa che causerebbe la permanenza dei ricavi petroliferi nel sud-est.

Luigi Medici