NIGERIA. Da Chibok alla pace

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I colloqui tra autorità della Nigeria e Boko Haram per la liberazione di circa 200 studentesse rapite da Chibok quasi tre anni fa possono estendersi a negoziare la pace per l’intero conflitto.

Secondo quanto riporta Defence Web, il mediatore e avvocato Zannah Mustapha ha detto che i negoziati con il gruppo devono andare oltre il destino delle circa 195 ragazze ancora tenute prigioniere.

«Dobbiamo essere in grado di trasformare questi colloqui dalle ragazze di Chibok alla cessazione delle ostilità», ha detto Mustapha, che ha agito da intermediario tra lo stato e Boko Haram ed è coinvolta nelle trattative per il rilascio delle ragazze.

«Non ci sarà la ricostruzione, se le ostilità continuano (…) Se anche le ragazze tornassero, come si ha intenzione di proteggerle? Resteranno lì i militari per sempre?». Il rilascio di 21 ragazze ad ottobre 2016 è stato un ulteriore impulso per il governo del presidente Muhammadu Buhari.

Buhari si è impegnato a garantire il rientro delle ragazze di Chibok e lo stato dice che Boko Haram è disposto a negoziare il rilascio di più ragazze.

Eppure Mustapha teme che l’attenzione su queste ragazze possa distogliere l’attenzione dalla sofferenza di innumerevoli altre vittime della rivolta di Boko Haram, che ha ucciso più di 15000 persone e ne ha costretto circa due milioni a fuggire dalle loro case nel nord-est del paese.

«Ci sono molte ragazze che sono passate attraverso prove peggiori di quelle che le ragazze Chibok hanno affrontato, ma nessuno le sta sostenendo».

Il ruolo di Mustapha come mediatore risale al 2007, quando ha fondato la scuola elementare a Maiduguri, capitale dello stato di Borno, cuore della rivolta di Boko Haram.

Quando il conflitto è scoppiato nel 2009, la scuola ha mantenuto le porte aperte anche ai bambini figli dei combattenti di Boko Haram accanto agli orfani creati dal gruppo islamico.

Il Cicr ha dato pasti gratuiti agli alunni, e cibo alle madri rese vedove dalla violenza, ha detto Mustapha. «È stato il momento in cui le mogli dei militanti di Boko Haram sono state arrestate, e le loro case demolite (…) Così Boko Haram ha visto me e il Cicr come soggetti neutrali che potevano servire come interlocutori».

Non è chiaro quante ragazze Chibok stiano con ill gruppo guidato da Abubakr Shekau, e quante siano prigioniere del gruppo scissionista, guidato da Abu Musab al-Barnawi.

Luigi Medici