Boko Haram cerca il dialogo

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NIGERIA – Abuja 28/07/2015. Il portavoce del governo nigeriano ha annunciato il 27 luglio che un gruppo di Boko Haram aveva contattato il governo per negoziare e che il presidente Muhammadu Buhari si era detto disponibile ai colloqui.

Boko Haram ha ucciso quasi 600 persone in Nigeria, dopo l’arrivo al potere del presidente Muhammadu Buhari, riporta Afrik.com. Il capo di Stato nigeriano, in visita negli Stati Uniti il 20 luglio, aveva manifestato la usa delusione per il rifiuto degli Usa di fornire armi ad Abuja, un rifiuto di cui avrebbe beneficiato solo Boko Haram. Shelu Garba, portavoce del governo di Abuja, appunto, ha poi aggiunto che si stavano effettuando una serie di controlli per determinare se il gruppo fosse veramente chi dice di essere: «Sono stati chiari sul fatto che rappresentavano una fazione di Boko Haram che vuole la pace», ha detto il portavoce. Una serie di negoziati sono stati già condotti tra la Nigeria e Boko Haram, sotto la presidenza di Goodluck Jonathan con la mediazione del Ciad. Era l’ottobre 2014, e i negoziati riguardavano la liberazione di oltre 200 studentesse Chibok. Trattative poi fallite per le studentesse ma fruttuose per la questione degli ostaggi camerunesi e cinesi.
Il dialogo con il gruppo terrorista non sembra però una opzione primaria per il presidente nigeriano che il 29 luglio deve incontrare il suo omologo camerunese Paul Biya. La visita del capo di Stato nigeriano mira a costruire un’alleanza regionale per affrontare i numerosi attacchi di Boko Haram. Il dispiegamento di truppe regionali dovrebbe infatti iniziare alla fine di luglio. A giugno 2015, era stato infatti annunciato il dispiegamento di una forza di intervento congiunta multinazionale per il 30 luglio, durante una riunione dei vertici militari di Niger, Nigeria, Ciad e Camerun. Questa forza, che avrebbe dovuto essere dispiegata a novembre 2014, conterebbe su 8700 soldati da Nigeria, Camerun, Ciad, Niger e Benin e avrà lo scopo di coordinare la lotta contro Boko Haram. Inoltre, altri 2.000 soldati camerunesi saranno inviati nel nord come risposta ad una serie di attentati che hanno colpito la regione. al centro dell’incontro bilaterale del 29 luglio, il dispiegamento della forza multinazionale di intervento congiunto (Mnjtf).