Nepal a rischio fallimento

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Per più di due decenni, il Nepal, ricco di risorse, incuneato tra Cina e India, ha vacillato tra la paralisi e sconvolgimento.

Nel 1990 il Paese è passato da un autoritario regno indù ad una monarchia costituzionale. Nel 2006 si è raggiunto un accordo di pace e nel 2008 la monarchia è stata destituita, il tutto con una perdita di 16.000 vite e uno stallo politico economico. Il problema ora è la corruzione che dilaga sia tra i politici che tra l’esercito. Tutti cercano di accaparrarsi i finanziamenti stranieri sul turismo e l’energia idroelettrica, anche i maoisti sono diventati amiconi dei capitalisti. Il paese rischia il fallimento, il 27 maggio i membri deputati a stendere una revisione della costituzione hanno per la quarta volta mancato il raggiungimento dell’obiettivo. Al che, il primo ministro maoista Baburam Bhattarai ha sciolto l’Assemblea costituente indicendo le elezioni per il 22 novembre. Non sarà facile arrivare al voto, in Nepal si parlano 90 lingue e sono numerose le divisioni etniche.