Nagorno Karabakh è stallo

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AZERBAIJAN – Baku. 14/07/13. Soluzione molto lontana per il conflitto nel Nagorno-Karabakh. Lo si evince dalle dure parole dette a Trend dal portavoce dal Ministro degli esteri azero Elmar Mammadyarov, Elman Abdullayev che ha sottolineato l’inammissibilità dello status quo esistente nella soluzione del conflitto del Nagorno-Karabakh dopo l’incontro avvenuto con i co-presidenti del Gruppo di MInsk dell’OCSE. Stesso rammarico testimoniato alla riunione multilaterale con la partecipazione del Ministro degli Esteri armeno Edward Nalbandian. 

«Le due parti – ha riferito il portavoce Elman Abdullayev –  hanno discusso le questioni sulla risoluzione del conflitto del Nagorno-Karabakh». «Nel corso della riunione, la parte azera ha ribadito che in un primo momento le forze armate armene avrebbero dovuto ritirarsi dai territori azeri per poter poi sedersi a un tavolo e discutere e ottenere eventuali progressi nella risoluzione del conflitto».

«Il conflitto irrisolto è una minaccia per il ripristino della pace nella zona», ha aggiunto Abdullayev. «Pertanto, la comunità internazionale deve aumentare la pressione sul Armenia per risolvere il conflitto».

Il conflitto tra i due paesi del Caucaso meridionale è iniziato nel 1988 quando l’Armenia ha fatto rivendicazioni territoriali nei confronti dell’Azerbaijan. Forze armate armene hanno occupato il 20 per cento del territorio dell’Azerbaigian dal 1992, compresa la zona del Nagorno-Karabakh e sette distretti circostanti. Azerbaigian e Armenia hanno firmato un accordo di cessate il fuoco nel 1994. L’Armenia al momento non ha ancora attuato quattro risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite sulla liberazione del Nagorno-Karabakh e delle regioni circostanti.