MYANMAR. Riscoppia la guerra etnica al confine con la Cina

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Il capo del più potente gruppo ribelle etnico del Myanmar ha avvertito che la lotta nelle terre di confine ha raggiunto un punto critico, e ha minacciato di far naufragare il processo di pace.

Bao Youxiang, capo del Wa, riporta MalayMail on line, ha detto che i leader dei gruppi etnici armati devono creare una “nuova via per la pace”, poiché gli sforzi del governo per espandere un cessate il fuoco firmato con alcuni gruppi nel 2015 stanno vacillando.

Il leader de facto del Myanmar Aung San Suu Kyi sta spingendo per ampliare l’accordo, il Nca, da quando il suo partito ha preso il potere un anno fa, nel tentativo di porre fine ai conflitti etnici interni al paese.

Ma gli scontri tra esercito e combattenti appartenenti a minoranze etniche lungo il confine con la Cina si sono intensificati, spostando circa 20000 persone e minacciando il secondo round di colloqui di pace in programma per il mese prossimo.

Bao avrebbe detto ai leader dei gruppi etnici, riuniti a Pangkham, che: «La guerra nello stato settentrionale di Kachin e di Shan lungo il confine tra Myanmar e Cina sta peggiorando di giorno in giorno. Il Nca in discussione tra alcuni gruppi e il governo del Myanmar non ha portato alcuna soluzione».

Lo Wa State Army, noto anche come il Wa, è la più potente tra le fazioni etniche del paese; si pensa abbia 25000 soldati pesantemente armati e forti legami con la Cina.

I suoi delegati hanno attaccato Suu Kyi al primo round di colloqui ad agosto 2016 e il gruppo è anche accusato di produzione e traffico di enormi quantità di metanfetamine ed eroina dal proprio mini-stato al confine con la Cina, e di acquistare armi con il ricavato.

Circa 40 delegati provenienti da otto eserciti etnici si sono riuniti a Pangkham prima del prossimo round di colloqui di pace con Suu Kyi, posticipati al mese di marzo.

Maddalena Ingroia