Rakhine non è più sotto leggi speciali

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MYANMAR – Yangon 30/03/2016. Il governo uscente del Myanmar il 29 marzo ha revocato lo stato di emergenza nella regione di Rakhine.

Rakhine è profondamente segnata dalla violenza tra buddisti e musulmani Rohingya iniziata nel 2012; si tratta di una delle sfide più gravi per il primo governo democraticamente eletto del Myanmar negli ultimi decenni, riporta Channel News Asia. Il presidente uscente Thein Sein ha annunciato la rimozione del provvedimento di emergenza, in vigore dopo che una serie di disordini avevano provocato decine di morti e fatto profughi decine di migliaia di musulmani Rohingya. «Secondo il governo nella regione di Rakhine, non esiste attualmente alcuna minaccia per la vita delle persone», si legge in un comunicato rilasciato sui media statali. Anche se Rakhine non ha visto alcuna violenza in più di due anni, lo Stato rimane diviso da linee religiose: la maggior parte dei musulmani sono intrappolati in campi o in aree fortemente regolamentati vicino al confine con il Bangladesh.
Una crescente ondata di nazionalismo buddista in Myanmar ha alimentato la discriminazione contro la minoranza musulmana, considerata una minoranza di immigrati clandestini provenienti dal vicino Bangladesh. Le regole sulla cittadinanza ha reso molti Rohingya di fatto apolidi e non in grado di votare alle elezioni; decine di migliaia di persone sono fuggite da persecuzioni e povertà nei paesi vicini come Thailandia, Malesia e Indonesia. Ma dopo la repressione del traffico di uomini effettuata dal regine la situazione sembra essersi calmata. L’ordine del presidente Thein Sein è stato dato un giorno dopo che Lega Nazionale per la democrazia si è trovata ad affrontare le proteste dell’Anp, partito di minoranza, per la decisione di nominare un membro del partito di Suu Kyi come primo ministro.