La saggezza politica di Suu Kyi

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MYANMAR – Yangon 06/02/2016. Aung San Suu Kyi il 5 febbraio ha nominato Shwe Mann, uno dei politici più potenti del paese, a capo di un comitato consultivo legale mentre il neoeletto parlamento si prepara a scegliere un nuovo presidente.

Shwe Mann (in apertura), il numero 3 della giunta militare che ha governato il Myanmar per mezzo secolo, prima del governo semi-civile del 2011, si è sempre più avvicinato a Suu Kyi (a sinistra), diventandone un consulente chiave nelle elezione vinte a novembre, riporta Channel News Asia. Le elezioni, vinte dalla Lega nazionale per la democrazia di Suu Kyi con l’80 per cento dei seggi
vinti, hanno dato il via una lunga transizione che si concluderà il 1° aprile, quando il nuovo governo inizierà ufficialmente il suo mandato. La nomina di Shwe Mann, un ex presidente del parlamento, consentirà a Suu Kyi di poter avere ampia e profonda comprensione delle forze armate e del governo uscente per aumentare la sua influenza nella creazione del nuovo governo. Shwe Mann, che non è un membro del parlamento, guiderà un gruppo costituito da parlamentari, tecnici e membri delle forze armate, che forniranno consulenze sulla legislazione. La precedente “Commissione per gli affari legali e per gli affari speciali”, è stata costituita nel 2011, per affrontare la mancanza di risorse all’interno del parlamento; ha fatto approvare 149 leggi, prima del suo termine, scaduto nel mese di gennaio. La continuità di Shwe Mann in parlamento potrebbe essere di vitale importanza per Suu Kyi nei prossimi due mesi: il parlamento si divide tra la maggioranza dei liberal-democratici di Suu Kyi e l’esercito, cui è garantito un quarto dei seggi in virtù della Costituzione. La Costituzione è al centro della discordia tra l’esercito e il partito vincitore, perché vieta a Suu Kyi di diventare presidente poiché i suoi figli sono cittadini stranieri. Aung San Suu Kyi ha promesso di sfidare la costituzione e guidare il governo da una posizione «al di sopra del presidente», il partito di Suu Kyi ha avuto colloqui con i militari, ma non ha rivelato ancora il suo candidato alla presidenza. Non è chiaro se sia anche sul tavolo delle trattative un emendamento costituzionale che permetterebbe a Suu Kyi di diventare il presidente, ma cui si oppongono i militari. La Carta del 2008 costringe il Nld e l’esercito a condividere essenzialmente il potere, dando all’esercito il controllo sui tre ministeri della sicurezza che dominano gran parte dell’amministrazione del Myanmar.