“Democrazia militare” in Myanmar

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MYANMAR – Yangon 21/03/2015. Le forze armate del Myanmar avranno ancora il loro ruolo nella politica, al fine di sostenere una transizione verso la democrazia, ma alla fine ci sarà un governo civile, ha detto il presidente Thein Sein in un’intervista televisiva trasmessa il 20 marzo.

Il Myanmar è stato governato dai militari per 49 anni prima dell’avvento di un governo semi-civile nel 2011 e diffuse riforme politiche ed economiche. Ma secondo la costituzione del 2008 redatta dal governo militare, un quarto dei seggi parlamentari sono riservati a ufficiali in servizio, non eletti, oltre che alcuni posti chiave del governo. Viene così dato ai militari un potere di veto su qualsiasi riforma costituzionale. Il partito d’opposizione Lega nazionale per la democrazia, guidata dal premio Nobel Aung San Suu Kyi, ha chiesto ai militari di lasciare la politica. Thein Sein, ex generale, ha detto che l’esercito ha avviato il processo di riforma e ha ancora bisogno di svolgere un ruolo politico per sostenere la transizione verso la democrazia. «In effetti, l’esercito è l’ente che assiste la fioritura della democrazia nel nostro paese», ha detto alla Bbc. «Mentre i partiti politici maturano nelle loro norme e prassi politiche, il ruolo dei militari cambia gradualmente». Thein Sein non ha detto quando i militari usciranno dalla politica, ma ha detto che sarebbe avvenuto in base alla «volontà del popolo». Le elezioni parlamentari sono previste per l’inizio di novembre, e il parlamento che emergerà dal voto sceglierà il prossimo presidente. Il partito di Suu Kyi è molto popolare, ma la costituzione militare redatta le impedisce la presidenza perché ha due figli con cittadinanza britannica. Il suo defunto marito era un accademico britannico. Thein Sein ha negato che la clausola sia stata scritta in modo da escludere Suu Kyi dalla presidenza, e ha detto che il requisito è stato in realtà redatto nel 1947 quando il paese, noto anche come Birmania, si stava preparando per l’indipendenza dalla Gran Bretagna. Thien Sein ha detto di non essere contrario a cambiare la Costituzione, ma ha detto che sarebbe toccato al parlamento presentare un emendamento, e quindi un referendum. Tale modifica richiederebbe l’approvazione di oltre il 75 per cento in un parlamento dominato da rappresentanti militari e dei loro alleati del partito della Solidarietà e Sviluppo, che si compone principalmente di ex ufficiali.