MYANMAR. L’ONU denuncia i crimini contro i Rohingya

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In un rapporto pubblicato il 3 febbraio, l’organizzazione di tutela dei diritti umani delle Nazioni Unite ha detto che le diffuse violazioni dei diritti umani contro la popolazione Rohingya compiute dalle forze di sicurezza del Myanmar nello stato di Rakhine indicano la probabile commissione di crimini contro l’umanità.

Il rapporto dell’Ufficio dell’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani, Ohchr, riporta Global security, documenta gli stupri di massa, gli omicidi, tra cui quelli di neonati e bambini piccoli, e altre gravi violazioni dei diritti umani da parte delle forze di sicurezza del paese.

Ohchr ha osservato che più della metà delle donne intervistate ha riferito di aver subito stupri o altre forme di violenza sessuale; molti altri intervistati hanno riferito di essere stati testimoni di omicidi, tra cui quelli dei membri della famiglia; di case deliberatamente date alle fiamme e di persone spinte dentro case in fiamme.

Il rapporto indica che centinaia di case, scuole, mercati, negozi, madrase e moschee dei Rohingya sono state bruciate dall’esercito, dalla polizia e dai civili. I testimoni hanno descritto la distruzione delle fonti di cibo, come le risaie, e la confisca del bestiame.

Sia gli autori che coloro che ha ordinato simili operazioni devono essere ritenuti responsabili afferma l’ente delle Nazioni Unite

Secondo le Nazioni Unite, le nuove violenze si inseriscono in un trend consolidato di violazioni e abusi; discriminazione sistematica e sistemica; di politiche di esclusione e di emarginazione contro i Rohingya, in vigore da decenni nello stato di Rakhine.

Ohchr ha anche osservato che dopo il fallimento delle richieste fatte al governo del Myanmar di concedere l’accesso illimitato alle zone più colpite del Rakhine, l’Alto Commissariato ha schierato una squadra di funzionari per i diritti umani al confine del Bangladesh con il Myanmar, dove si stima che 66000 Rohingya sono fuggiti dal 9 ottobre 2016.
Le operazioni delle forze di sicurezza nella zona sono continuate per tutto il gennaio 2017, anche se la loro intensità e frequenza potrebbero essere stata ridotta.

Maddalena Ingroia