MYANMAR. La tregua nel Rakhine oramai è morta

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L’Arakan Army, uno dei più recenti e meno noti gruppi di insorti del Myanmar, ha effettuato una serie di attacchi che minacciano di far precipitare la situazione nello stato di Rakhine.

Il 4 gennaio, l’Arakan Army ha effettuato un attacco nella città di Buthidaung, contro quattro campi delle guardie di frontiera. Il Myawady Daily, giornale militare, il 5 gennaio riportava che 100 soldati arakan hanno attaccato la base a Ngamyinbaw, poi a Kyaungtaung, a Khahtihla e a Gokpi. Tredici i morti tra i poliziotti.

L’esercito del Myanmar, o Tatmadaw, ha risposto dispiegando truppe nella zona. Le dimensioni e la relativa complessità di questi attacchi sono stati una sorpresa per i leader militari e governativi, che hanno tenuto una riunione il 7 gennaio, riporta Asia Times.

Secondo i media statali, si è discusso “il tema della sicurezza dello stato e delle frontiere di Rakhine”, e il “cessate il fuoco” del 21 dicembre per proseguire i colloqui di pace con i gruppi di insorti del nord del Myanmar.

I militari hanno accusato altri gruppi armati di aver violato la tregua del 21 dicembre e hanno accusato l’Arakan Army. Comunque la tregua nel nord, nord-est e ovest del paese sarebbe effettivamente finita, nonostante le aperture governative. Il portavoce del presidente, Zaw Htay, ha detto a una conferenza stampa il 7 gennaio che l’Arakan Army è una “organizzazione terroristica” che ha avuto contatti con l’Arakan Rohingya Salvation Army, Arsa, compresa una presunta riunione dei due gruppi in Bangladesh, e che il governo ha promesso di “schiacciare i terroristi”. Zaw Htay ha ulteriormente minacciato la popolazione del Rakhine in generale: «Vogliono vedere un ciclo di violenza che durerà decenni? (…) Voglio dire a chi sostiene l’Arakan Army nel Rakhine: Non pensate a voi, ma alla vostra prossima generazione».

L’ala politica dell’Arakan Army, la United League of Arakan, Ula, in un comunicato uscito nello stesso giorno della riunione del governo, ha detto che non ha mai avuto alcun contatto con l’Arsa e prometteva di continuare la sua resistenza contro il governo. L’Arsa è accusata di aver effettuato le operazioni che hanno scatenato nell’agosto 2017 le famigerate operazioni di “area clearance” dei Tatmadaw nello stato di Rakhine, che hanno provocato la fuga di oltre 700.000 Rohingya in Bangladesh.

L’Arakan Army ha una presenza armata significativa, con, stimati, 3.000 soldati nella regione, e appare intenzionato a proseguire nella sua ribellione contro il governo del Myanmar.

Il sostegno pubblico nel Rakhine all’esercito Arakan è aumentato negli ultimi anni, e questi ultimi attacchi potrebbero portare ad una maggiore acrimonia nei confronti dello stato e dell’esercito del Myanmar, mettendo a repentaglio progetti di sviluppo del Rakhine e il deterioramento della situazione umanitaria. 

Lucia Giannini