MYANMAR. I ribelli del Rakhine assaltano 4 posti di polizia

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Gli insorti del Rakhine hanno ucciso 13 poliziotti e ne hanno ferito nove negli attacchi portati contro quattro posti di polizia nella regione di Rakhine in Myanmar, durante le celebrazioni per il giorno dell’indipendenza del paese il 4 gennaio.

Stando a quanto riporta Reuters, i combattimenti nello stato di Rakhine sono ripresi all’inizio di dicembre tra le forze governative e l’esercito ribelle Arakan, che vuole una maggiore autonomia per la nazione; si tratta di un movimento indipendentista e non religioso. Il conflitto tra i militari e i ribelli dell’Esercito Arakan ha costretto 2.500 civili ad abbandonare le loro case alla fine dello scorso anno, secondo le Nazioni Unite. L’Esercito Arakan dice di aver combattuto per quasi un decennio per l’autodeterminazione nella “terra di Arakan”, altro nome per Rakhine; si tratta di un regno indipendente che ci fu nella zona costiera fino al XVIII secolo.

L’Esercito Arakan è uno dei molteplici gruppi armati che combattono in nome delle minoranze etniche nelle zone di confine del Myanmar, dove circa il 90% della popolazione è buddista. L’agenzia di stampa ufficiale del Myanmar, Mna, ha detto che quattro posti di polizia nella zona di Buthidaung nel nord di Rakhine sono stati attaccati da centinaia di combattenti dell’esercito Arakan. Tredici poliziotti sono stati uccisi e nove feriti mentre la polizia è stata costretta ad abbandonare due dei posti, aggiungendo che l’esercito stava ora conducendo una “operazione di pulizia” della zona. Gli insorti avrebbero colpito avamposti di polizia vicino al confine con il Bangladesh.

Gli attacchi sono la risposta ad un’offensiva militare del Myanmar contro l’esercito Arakan nelle ultime settimane che aveva preso di mira anche i civili. I militari hanno negato di aver preso di mira i civili. L’esercito del Myanmar il mese scorso aveva annunciato una tregua di quattro mesi nel nord e nord-est del paese per avviare i colloqui di pace con i gruppi armati in cerca di autonomia, ma tale annuncio escludeva lo stato di Rakhine.

Lucia Giannini