MYANMAR. Censura militare sugli scontri armati con l’opposizione

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L’esercito del Myanmar minaccia di intraprendere azioni legali contro tutti quei mass media che riportassero storie e notizie “non verificate” su questioni di sicurezza e conflitti armati. 

Stando a quanto riporta il Myanmar Times il 1° gennaio, si tratta di una nota del generale Min Aung Hlaing, comandante in capo delle forze armate del Myanmar, secondo il quale le notizie sui militari «dovrebbero essere pubblicate solo dopo essere state verificate dai ministri per la Sicurezza e gli Affari frontalieri e dagli uffici di Stato Maggiore Generale dei diversi comandi militari».

La nota citava, sostenendo che fossero “notizie false”, gli scontri tra i ribelli Palaung e i militari nella regione dello Shan settentrionale lo scorso 24 dicembre, giorni dopo che l’esercito aveva annunciato una tregua di quattro mesi nei combattimenti nel nord dell’area.

È poi uscita anche la notizia secondo la quale il gruppo armato Esercito statale dello Shan, facente capo allo Shan State Progress Party, partito non firmatario del “Nationwide Ceasefire Agreement”, Nca, è stato attaccato da una forza congiunta dell’esercito del Myanmar e del gruppo Esercito statale dello Shan, facente capo al partito Restoration Council of Shan State, Rcss, che invece ha firmato la tregua.

Secondo un altra notizia, sempre definita falsa dall’esercito, una forza combinata dell’esercito del Myanmar e della Pa-O National Liberation Organization, gruppo minore che ha firmato la tregua, avrebbe attaccato il Rcss nel sud dello Shan.

I militari birmani hanno detto che quei rapporti provenivano da «fonti inaffidabili», non dal governo, e che «potrebbero danneggiare il processo di pace». Il Myanmar Press Council, che media i conflitti tra le autorità e i media, ha esortato i militari a fornire i contatti dei portavoce militari in grado di gestire le domande dei giornalisti. Il Myanmar Times, ripreso da Asia Times, ha dichiarato poi che i suoi «tentativi di contattare il portavoce del team True News dell’esercito non hanno avuto successo».

Luigi Medici