MOZAMBICO. Estesa la tregua

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Il partito di opposizione del Mozambico e le forze ribelli della Renamo hanno esteso il cessate il fuoco di due mesi. L’estensione è avvenuta il 3 marzo scorso per consentire ulteriori colloqui di pace con il governo del presidente Filipe Nyusi, alimentando le speranze di porre fine ad anni di violenza, riporta Defence Web.

Un accordo a lungo termine rafforzerebbe la posizione di Nyusi per la conferenza del partito di governo, Frelimo, prevista nel mese di settembre in cui si aspetta di essere rieletto alla guida nonostante un scandalo pendente sul debito del paese.

Il Mozambico, uno dei paesi più poveri del mondo, sta faticando per rimborsare i prestiti internazionali che arrivano a più di 2 miliardi di dollari, e che non sono stati approvati dal parlamento o resi pubblici. Il primo ministro Carlos Agostinho Do Rosario ha detto la scorsa settimana che il Mozambico avrebbe bisogno di ristrutturare parte del debito.

Renamo e Frelimo hanno combattuto su fronti opposti una guerra civile tra il 1976 e il 1992, durante la quale sono morte un milione di persone prima che un accordo di pace ponesse fine ai combattimenti; la Renamo però ha mantenuto una propria milizia.

I partiti si sono scontrati da quando la Renamo ha messo in discussione i risultati delle elezioni del 2014. Dhlakama, capo della Renamo, ha detto che la Renamo era d’accordo a prorogare il termine della tregua fino al 4 maggio.

«La pace è sacra (…) Abbiamo intenzione di raggiungere la vera pace, la pace definitiva, in cui i mozambicani possano godere di libera circolazione e sviluppare l’economia del Paese», ha detto Dhlakama.

I due leader non si incontrano dal febbraio 2015 e la sfiducia reciproca ha portato a diversi cessate il fuoco poi infranti dalla vittoria del Frelimo nel 2014. Da allora, la Renamo ha detto che governa nelle sei province dove ha ottenuto il maggior numero di voti, mentre il governo ha chiesto all’opposizione di disarmarsi prima di aprire le discussioni.

Gli scontri tra le due parti di solito si svolgono in zone remote, il che rende difficile valutare la portata del conflitto per gli osservatori esterni.

Decine di migliaia di mozambicani sono fuggiti oltre confine, in Malawi per sfuggire alla violenza per presunte violazioni dei diritti umani.

Maddalena Ingrao