Mosul: la guerra è anche disinformazione

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IRAQ – Mosul. 19/12/14. Sempre più difficile stabilire la realtà dei fatti a Mosul. L’agenzia di stampa curda, Bas News, informa che lo Stato islamico (IS) ha dichiarato lo stato di emergenza nella città situata nel nord dell’Iraq e vietati tutti i trasporti; riporta anche che i suoi militanti si nascondono nelle moschee per proteggersi dagli attacchi aerei della coalizione guidata dagli Stati Uniti. Diverse le informazioni “ufficiali” dello Stato Islamico.

Mercoledì scorso, riporta sempre l’agenzia di stampa Bas news, una fonte di Mosul, che ha voluto rimanere anonima ha sottolineato che, «dopo i raid dei jet della coalizione sulle basi di IS a Mosul e nelle zone intorno ad esso sono stati uccisi un gran numero di militanti e da quella data i militanti avrebbero vietato tutti i movimenti in città». Secondo la fonte, per gli ultimi tre giorni tutti i movimenti e il trasporto sono stati vietati ai residenti in città, e i militanti non permettono alle persone di spostarsi a Tel Kef e altre città nei pressi di Mosul. La fonte ha anche detto che Mercoledì, sono stati consegnati più di 63 corpi dei loro insorti negli ospedali della città, oltre al gran numero di militanti feriti.
Sempre secondo la testata: «I militanti di IS non restano più nei quartieri, ma si sono tutti spostati nelle moschee della città, e hanno lasciato i checkpoint sulla strada per controllare le persone», ha detto la fonte.
Il Direttore Generale della Sicurezza IS a Mosul Abu Saad Lhebi è stato ucciso. Diverse le notizie postate dai media che si dichiarano “dello Stato Islamico”, tra queste una che dice che Mosul il livello di sicurezza è migliore di Baghdad. Inoltre, la scorsa settimana, IS aveva fatto appello agli abitanti e ai combattenti a donare il sangue per i feriti di un ospedale colpito dalle bombe della coalizione. Altre brevi notizie sostengono che l’occidente mostra le chiese egiziane, dove sono stati tolti i simboli del cristianesimo e poi dicono che si tratta di Mosul. Non solo da giorni è uscito un video che mostra come si vive a Mosul. IS lamenta che i giornali locali postano immagini
di 6 mesi fa e dicono che sono attuali. Infine, un giornalista tedesco è andato a Mosul scortato dallo Stato Islamico e si è fatto fotografare a Mosul. E la vita sembra scorrere come sempre: guardie di prossimità per i mercati, gente ai mercati, stop alla vendita negli orari di preghiera. La foto a fianco ritrae il giornalista tedesco a sinistra e il capo della sicurezza del quartiere a destra. La città è Mosul. Foto postata 26 minuti fa. (10.30 ora) Ma dei giorni tra il 10 e il 17 dicembre.