IRAQ. Mosul tra bombardamenti e pulizia etnica…

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Mosul ritorna alla ribalta delle cronache per la distruzione della Storia. E tutti si dimenticano che dietro la Storia ci sono i volti, le persone, donne e bambini.

Nessuno ha scritto per esempio che Abadi, leader iracheno tra venerdì e sabato scorso tra il 16 e il 17 giugno prima dell’attacco finale a Mosul ha chiesto ai cittadini di Mosul di rimanere a casa. E proprio quelle case sono state bombardate dall’artiglieria di milizie che combattono per il Governo, nessuno ha capito se sia stato o meno un errore.

Gli attivisti di Mosul parlano di 4.000 morti finiti sotto i colpi di artiglieria irachena, per lo più donne e bambini. Altri 900 civili sono stati uccisi dalle milizie sciite, esecuzioni sommarie perché si pensava che quelli uomini e bambini fossero affiliati a ISIS. E ancora 800 civili sono stati intossicati da cibo avariato distribuito ai profughi da ONG. Questo non è un bollettino una tantum, ma è quello che accade ogni giorno a Mosul dove i bombardamenti aerei e l’artiglieria distruggono la storia.

ISIS non ama i santi, non ama le statue, non ama Storia. Se dichiariamo guerra ad un nemico dobbiamo ammettere che la distruzione della Storia fa parte dei bombardamenti “intelligenti” perché forse li si annidano dei terroristi. O forse fa parte di un piano per dimostrare all’Occidente che si può distruggere ciò che è caro agli altri. La distruzione in ogni caso è assicurata.

ISIS controlla ancora una zona della città vecchia, sul fiume Tigri tra Adnan, Mwsl Aljdydt, Hayy al-Maliyah e Hayy al-Muhandisin e cercherà in tutti i modi di difenderla. Ha piazzato cecchini in molti quartieri di Mosul, considerati liberati: Bab al Tub, Al Shifa, zona del complesso medico, il quinto ponte e al castello di Bashtayba. Secondo A’maq i soldatati iracheni uccisi nella giornata del 21 giugno sono stati 39 in un attacco nella zona ovest di Mosul. 13 dei quali colpiti da cecchino ad al Shifa, 26 sono morti a causa di una autobomba ISIS guidata da un suicida.

Ma ISIS in Iraq non colpisce solo Mosul, con la tecnica delle IED (bombe piantate in strada) continua a mietere vittime tra i militari nella zona nord Tabi a Tarmiyah e sud ovest di Baghdad a Zubaa. Altra zona dove il fronte è infuocato è la strada di collegamento tra Tikrit e Tua Khormato dove ISIS nell’ultima settimana ha compiuto diversi attacchi e il 21 ha piantato IED contro auto militari irachene e delle milizie affiliate.

Redazione

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