Napoleone ha bruciato Mosca, Sobyanin l’ha annegata

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RUSSIA – Mosca 27/07/2016. Mosca va in gondola. La recente “piccola” alluvione della capitale russa ha scatenato le ire e le battute rivolte contro il sindaco della città: Sergei Sobyanin.

Le strade vicino al Cremlino erano invase d’acqua il 22 luglio scorso: come si vede dalle foto, l’acqua arrivava fino alle ginocchia. Le autorità cittadine hanno detto che l’inondazione era conseguenza di una pioggia imprevedibile, ma media e opposizione, come Aleksei Navalny, hanno dato la colpa al comune e al suo ambizioso programma di adeguamento urbano che prevede l’allargamento dei marciapiedi e il rifacimento del selciato. Durante la forte pioggia, i social network sono stati letteralmente inondati dalle immagini di auto che viaggiavano attraverso fiumi e laghi nel centro di Mosca. La capitale russa sta vivendo infatti giorni frenetici di lavori stradali: sostituzione manto stradale, pavimentazioni, rifacimento delle facciate degli edifici, e allargamento dei marciapiedi. Come ha fatto notare il Kommersant, il 25 luglio, le aree colpite dalle inondazioni erano state recentemente sottoposte ai lavori in corso; il quotidiano Rbk citando un dirigente dei lavori, afferma che sono state le opere di rifacimento stradale a causare le inondazioni, perché i pozzi di drenaggio erano occlusi dai materiali di risulta dei lavori; Rbk sottolinea che «nel complesso, i quartieri più allagati sono stati quelli in cui sono in corso i lavori di costruzione». Su twitter poi il fuoco di fila contro il sindaco si è fatto intenso : una valanga i post che accusano Sobyanin per l’inondazione. Navalny ha fatto ulteriori indagini scoprendo l’appalto per la progettazione dei lavori di ristrutturazione in Malaya Bronnaya, una strada accanto agli Stagni del Patriarca, che hanno subito una situazione particolarmente grave. Navalny ha detto che i lavori di ristrutturazione sono stati progettati lo scorso anno da una società appartenente a Igor Chaika, figlio del procuratore generale russo Yury Chaika, denunciando malaffare e connivenze non regolari.