Da Ria Novosti a Russia Oggi

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RUSSIA – Mosca 15/12/2013. Il 9 dicembre, Mosca ha annunciato la “scomparsa” dell’agenzia Ria Novosti dalle cui ceneri è nata Rossija Segodnya (Russia Oggi).

Si è tratta di una vera bomba nel già particolare panorama dei media russi. I commenti non sono mancati, soprattutto sulle motivazioni profonde, le ragioni fondamentali di una simile mossa del governo, proprietario del gruppo. Una interessante analisis è uscita il 9 dicembre sul quotidiano indipendente Novaya Gazeta. 

«Nel complesso, Ria Novosti non è lo strumento migliore per manipolare l’opinione pubblica, perché la notizie c’è o non c’è. Per i moderni metodi di lavoro, Ria era diventata praticamente l’outlet più high-tech nello spazio dell’informazione in Russia, grazie agli investimenti fatti nel “giornalismo di convergenza” che univa vari generi e metodi multimediali per contenere le informazioni sotto un unico “tetto”. Per quanto riguarda l’abbondante finanziamento dell’agenzia, il governo ha fornito i soldi necessari. Era in suo potere ridurre il finanziamento della  Novosti Press Agency di sovietica memoria, e non riformarne la sua struttura cambiadgli solo in nome in Russia Segodnya (Russia Oggi). (Per non parlare del fatto che questa testata è presa in prestito dal canale televisivo Russia Today che trasmette all’estero)».

La fusione, poi, di Voice of Russia a Russia Segodnya favorisce la versione del potenziamento della struttura, afferma il quotidiano; ma no è vero che il mateiral did Ria Novosti non fosse acquistato o letto all’estero. Di fatto l’agenzia lavorava per un mercato interno fornendo  un prodotto altamente professionale. «Mancavano il pathos della propagande e il fascino dell’agitprop (…) la fine rapida di Ria Novosti è un segnale chiaro: non verrà tollerata alcuna democrazia nel mondo della notizia (…) In questa situazione politica, quando lo stato vede nella società, il vero consumatore di informazioni, o un nemico o un’entità da manipolare, occorre solo la propaganda di stato, alla maniera di quanto fa la televisione (…) la nomina simbolica di una figura di spicco, Dmitry Kiselev, appare come una prova ulteriore di un simile ragionamento (…) Nominato direttore generale di Russia Segodnya, Kiselev ha già definito la missione della nuova struttura a lui affidata: la restaurazione di un trattamento equo della Russia».

Secondo la Nezavisimaya Gazeta, il 12 dicembre, quale pubblico c’è per il nuovo gruppo editoriale di stato? «È nei sostenitori delle”teorie del complotto”, l’ultra-sinistra e l’estrema destra, che credono che non vi è alcuna differenza tra Obama e Romney, o tra Hollande e Sarkozy, perché sono tutti agenti di un governo mondiale (…) Sono i cattolici ultra-conservatori che sospettano che Papa Francesco sta tradendo gli ideali della loro fede (e considerano Papa Benedetto troppo liberale). Sono i comunisti ortodossi, sulle cui pareti sono appesi i ritratti ingialliti di Stalin nella sua uniforme da maresciallo. Sono i revisionisti storici, che vedono la Russia come la casa della libertà, perché, a differenza della Germania, è possibile negare l’Olocausto senza subire conseguenze».