Africa OGM

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ITALIA – Roma. 26/05/16. Tempi duri per il colosso Monsanto che in Burkina Faso vede chiudersi le strade per gli OGM, ora guarda con speranza al Ghana e alla Nigeria.

Gli analisti dicono che comunque in Africa le strade OGM potrebbero aprirsi le strade in 17 paesi dell’Africa occidentale (l’Unione economica e monetaria dell’Africa occidentale – UEMOA – potrebbe presto adottare norme favorevoli al transgenico) entro la fine dell’anno. Nel frattempo però un altro colosso mondiale, il gruppo chimico e farmaceutico tedesco Bayer ha riferito di aver fatto un’offerta di 62 miliardi di dollari (55 miliardi di euro) per comprare la Monsanto OGM e creare così un gigante globale di pesticidi e fertilizzanti. «Bayer ha fatto un’offerta in contanti per acquisire la totalità delle azioni della Monsanto pronta a pagare 122 dollari per azione o un valore totale di 62 miliardi di dollari» ha scritto in un comunicato il colosso tedesco. 

In Nigeria, nel frattempo il gruppo statunitense, ha aperto una filiale nel 2015 dove vende pesticidi e, in un prossimo futuro sementi geneticamente modificate. Mentre pioniere assoluto degli OGM in Africa è il Sud Africa nel 1997 ha votato un “OGM Act” ed è uno dei primi paesi al mondo ad adottare la “biotecnologia”. Oggi, 80% di mais, 85% soia e quasi il 100% del cotone sudafricano è geneticamente modificato. Nel 2008 è stata la volta dell’Egitto nel 2008, con il Bt (Bacillus thuringiensis, il nome di un batterio che può resistere a certi insetti) – ma la produzione è stata sospesa dopo la rivoluzione; in Burkina Faso, nel 2008, il cotone Bt co-prodotto da Monsanto e l’Istituto per l’Ambiente e ricerca agricola (INERA) e, infine, il Sudan nel 2012, cotone Bt prodotto da aziende locali e cinesi. Fonte Jeune Afrique.