MONGOLIA. Il monumento ai Beatles rischia di sparire

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La notizia spopola sui giornali mongoli, e a darla è stata la Reuters. Il monumento dedicato ai Beatles nella capitale mongola di Ulaanbaatar potrebbe essere in pericolo, rischia di scomparire in mezzo all’urbanizzazione selvaggia della capitale mongola.

Un tempo famosa per gli spazi aperti Ulaanbaatar sta vivendo giorni difficili, con i cittadini scesi in campo per protestare contro i nuovi piani di sviluppo urbano che prevedono: nuovi immobili commerciali in un’area conosciuta come Beatles Square, dove c’è un monumento in bronzo al bassorilievo dei Fab Four che commemora la transizione della Mongolia da satellite russo a stato indipendente nel 1990.

I residenti stanno protestando contro i piani per costruire immobili commerciali in un’area conosciuta come Beatles Square, dove un monumento in bronzo al bassorilievo dei Fab Four commemora la transizione del democratico satellite sovietico nel 1990.

Il monumento, eretto nel 2008 con donazioni di politici, uomini d’affari e artisti, segna il luogo in cui i mongoli si sono riuniti per parlare di musica pop occidentale ed è presto diventata un’attrazione turistica eccentrica.

Le proteste hanno avuto inizio dopo un’annotazione dell’amministrazione locale, secondo cui dal 2 agosto sarebbero iniziati i lavori di costruzione. I manifestanti sono scesi in piazza e temono che a sparire non siano solo i metri quadrati di terra ma anche il monumento ai Beatles.

Le autorità hanno difeso lo sviluppo come parte di un progetto “auto-libero” per la realizzazione di un complesso commerciale di negozi con giardini stradali.

Un avvocato per la National Construction Association della Mongolia, incaricata della costruzione del complesso, ha affermato che non c’erano progetti per rimuovere la statua dei Beatles. «Attraverso il progetto, ci sono molti vantaggi, come l’aumento dei posti di lavoro e la riduzione della congestione del traffico», ha dichiarato alla Reuters, D. Uuganbayar, avvocato.

Ma  secondo i manifestanti la congestione e l’inquinamento sono cresciuti nella capitale, poiché la sua popolazione è raddoppiata negli ultimi due decenni proprio in assenza di un piano urbano. Non solo: le classi sociali più deboli hanno dato vita a quartieri residenziali improvvisati, che non seguono le norme sull’edificabilità e la viabilità. Da qui l’idea di una nuova pianificazione urbana che pone al centro la vendita di spazi per i “nuovi” ricchi che non vogliono più vivere nelle aree cresciute spontaneamente.

Graziella Giangiulio