MOLDAVIA. Mosca sta per lasciare la Transnistria

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Il presidente della Moldova Igor Dodon, vicino a Mosca, ha detto che la soluzione del conflitto congelato in Transnistria si sta dirigendo nella giusta direzione, facendo riferimento ad una proposta russa di chiudere un enorme deposito di munizioni nella regione secessionista. Dodon, in un’intervista con Rferl, il 1° novembre, ha ricordato che Mosca all’inizio di quest’anno ha espresso la disponibilità a riprendere il dialogo con Chisinau sulla rimozione e lo smaltimento delle munizioni immagazzinate vicino al villaggio di Cobasna.

I separatisti filorussi della Transnistria hanno dichiarato l’indipendenza dalla Moldavia nel 1990, Chisinau teme che separatisti chiedano la riunificazione con la Romania. I separatisti hanno combattuto una guerra contro le forze governative durata due anni, in cui circa 1.000 persone sono state uccise.

Il conflitto è stato congelato da quando le truppe russe di stanza in Transnistria durante l’era sovietica sono intervenute dalla parte dei separatisti. Il deposito di munizioni a Cobasna è una delle ragioni che la Russia ha citato per la presenza di circa 1.400 soldati russe nella regione.

Mosca ha resistito nel corso degli anni a numerosi inviti a ritirare le sue truppe. L’indipendenza della Transnistria non è riconosciuta da nessun paese riconosciuto a livello internazionale, ma Mosca ha appoggiato ufficiosamente l’autodichiarato governo dei separatisti.

Nell’intervista, Dodon ha detto che il governo russo ha fatto un “primo passo” verso il ritiro delle truppe con la proposta di sgombrare il deposito di munizioni. Il leader moldavo ha anche detto che non si può davvero parlare di un esercito russo nella regione della Transnistria, ma di «diverse centinaia di soldati a guardia di vecchi proiettili» che devono essere smaltiti con urgenza.

A seguito di una visita del ministro della Difesa russo Sergei Shoigu a Chisinau ad agosto, Dodon ha scritto in un post su Facebook che la Russia «propone di avviare il processo di distruzione delle munizioni nel magazzino vicino al villaggio di Cobasna…. ed è pronta a fornire le attrezzature necessarie a questo scopo». La Russia si era precedentemente impegnata a disfarsi del deposito di armi entro il 2001.

Durante una visita a Mosca nel mese di settembre, il ministro degli Esteri moldavo Nicolae Popescu ha proposto di discutere la questione a breve sia in forma bilaterale che con il coinvolgimento di partner internazionali, tra cui l’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa.

Anna Lotti