MIGRANTI. Isole greche in rivolta contro Atene

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Cinque isole dell’Egeo sovraffollate con più di 40.000 migranti, per lo più afghani, hanno preso posizione contro il governo greco. Decine di migliaia di persone, provenienti soprattutto da nazioni teatro di conflitti come l’Afghanistan, l’Iraq e la Siria, stanno vivendo in campi che hanno una capacità di sole 6.000 persone.

Cinque comunità insulari hanno preso posizione contro il governo del conservatore Kyriakos Mitsotakis. Centinaia di residenti e politici locali hanno protestato fuori dal ministero degli Interni di Atene contro i progetti di creare nuovi centri per i migranti sulle isole, riporta Efe. I manifestanti hanno chiesto la fine del sovraffollamento dei campi, il trasferimento di tutti o della maggior parte dei migranti verso la terraferma e hanno dichiarato di non essere disposti ad accettare nuove strutture in nessun caso.

La goccia che ha fatto traboccare il vaso alle comunità isolane è stata una legge approvata dal governo questa settimana che permette la requisizione dei terreni di Lesbo, Samos e Chios per la costruzione di nuovi centri di detenzione.

Il governo ha fatto stare che nonostante proteste non farà un passo indietro: i proprietari terrieri saranno espropriati dallo Stato e che gli sarà pagato l’affitto per tre anni. Gli isolani temono che i nuovi centri non sostituiranno quelli attuali, ma che si apriranno accanto ai campi esistenti.

Un campo a Samos ospita circa 7.300 persone, 11 volte di più della sua capacità, e ha più abitanti della capitale dell’isola, che ha circa 6.250 residenti. Ci sono stati anche problemi con i trasferimenti verso la terraferma che non hanno avuto luogo come promesso dal governo, con solo 9.000 su 20.000 annunciati all’inizio dell’anno.

Il governo ha insistito sul fatto che sarà possibile rimuovere le restanti 11.000 persone prima dell’estate. Oltre ad accelerare le procedure di asilo, condizione necessaria affinché le persone possano trasferirsi sulla terraferma o essere rimpatriate in Turchia, il governo si è anche impegnato a rafforzare il controllo delle frontiere e a installare recinzioni galleggianti in mare per impedire l’arrivo di persone su piccole imbarcazioni.

Maddalena Ingrao